Gioco
Vince un bando per la disabilità ma l’azienda ha finito i soldi
Lo sfogo di una madre: il figlio ha partecipato al progetto per la vita indipendente nel 2016 E da allora attende le risorse L’interessamento della Cgil
massa. C’è un’ampia platea ieri mattina in Sala della Resistenza, a Palazzo Ducale, per il primo incontro pubblico sul piano integrato di Salute. Ed è a quell’ampia platea che si rivolge Rosa Cambria. Lo fa - spiega - senza voler polemizzare o attaccare le istituzioni, ma con la volontà di trovare risposte. Lei che è anche vicepresidentessa della consulta per la disabilità.
Rosa ha con sè il cellulare: ha fotografato alcuni documenti e adesso quei documenti ci tiene a mostrarli. Sì perchè uno di quegli atti conferma che suo figlio, con un disabilità, ha partecipato nel 2016 ad un bando per la vita indipendente. E quel bando - prova un altro documento - lo ha vinto: il 27 settembre del 2016, infatti, l’Asl invia al figlio di Rosa la lettera con cui lo informa che «il progetto da lei presentato - per citare alla lettera - è stato esaminato e valutato... con esito positivo». È stata concordata «l’assegnazione di un contributo mensile - si legge ancora - di 1.800 euro onnicomprensivo». L’Asl scrive anche che quei soldi non sono disponibili. Non allora, non oggi perché - spiega una delle dipendenti competenti in materia all’Asl - il bando finanziato dalla regione Toscana prevede che vengano mantenuti i contributi a chi li ha ricevuti in passato. In questo modo, dovendo versare ai vecchi vincitori, è difficile garantire il contributo ai nuovi.
L’appello di Rosa Cambria lo raccoglie Paolo Gozzani, segretario provinciale della Cgil: è in sala della Resistenza e, sentita la storia, si impegna a comprendere come funzioni l’erogazione e se sia possibile garantire il contributo a chi, pur avendo vinto il bando, non lo ha ancora ricevuto. —
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