Sicurezza
Saranno presenti anche i cavatori scelti per il film su Michelangelo
CARRARA. Grande attesa per la prima carrarese de “Il peccato”, il film che il grande regista russo Andrej Konchalovsky (82 anni compiuti lo scorso 20 agosto, 57 di carriera, un Leone d’argento a Venezia nel 2016 con “Paradise” e uno nel 2014 per “Le notti bianche di un postino”) ha dedicato alla vita di Michelangelo. All’evento (di cui parliamo anche a fianco), fissato per venerdì prossimo alle 21 al cinema comunale “Garibaldi”, gestito da Silvano Andreini, parteciperanno il regista e l’intero gruppo di attori non professionisti scelti a Carrara (ad eccezione di tre provenienti da Massa ed uno da Livorno): Francesco Gabelloni e Guido Siniega (che interpretano due capi-cava), Enrico Angeli, Gino Branchetti, Giovanni Cattani, Dino, Leonardo e Mattia Dell’Amico, Franco e Giovanni Magli, Paolo Muracchioli, Alessandro Pierotti, Luca e Silvano Ratti, Antonio e Francesco Ruscigni, Emma e Simone Tiberti. Di Carrara è anche Giorgio Bernieri, che ha il ruolo di un mendicante gobbo. Nella nostra città, inoltre, è ambientata una scena di matrimonio, girata in piazza Duomo ed anche i castelli Malaspina di Massa e Fosdinovo sono stati utilizzati per le riprese. Del resto, l’autore della Pietà fu molto legato a questa famiglia nobiliare, avendo ricevuto amicizia e protezione da Alberico, signore di Massa e molti benefici da Lorenzo, signore di Fosdinovo, nel film interpretato magistralmente da Umberto Orsini. Nella pellicola, poi, si vede anche il porto di Carrara, luogo di raccolta di marmi, come era nel Cinquecento, ricostruito dal regista sulla spiaggia di Santa Severa utilizzando documenti d’epoca. Le scene in cava, invece, sono state filmate sul monte Altissimo di Seravezza. A Konchalovsky, inoltre, è stato molto utile il libro “Michelangelo. Sogni di marmo” (Bandecchi&Vivaldi, Pontedera 2005), scritto dallo studioso Costantino Paolicchi, che approfondisce il rapporto dell’artista con le cave ed i cavatori di Carrara ed i difficili anni da lui trascorsi in Versilia. Il film, infatti, racconta il passaggio dal papato di Giulio II della Rovere (1503-1513) a quello di Leone X de’ Medici (1513-1521), figlio di Lorenzo il Magnifico. Il nuovo pontefice incaricò Michelangelo di cercare nuove cave a Seravezza, in territorio mediceo. Qui l’artista estrasse 4 colonne di marmo destinate alla facciata della chiesa fiorentina di San Lorenzo, rimasta incompiuta, realizzando una strada per il loro spostamento fino al mare. Nel settembre 1518 Michelangelo rischiò anche di morire, perchè una di queste colonne, durante il trasporto su un carro, si staccò, uccidendo un operaio accanto a lui e finendo in un fiume. —
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