Il Tirreno

Monsignor Borghetti è cittadino onorario di Montignoso: «Ho nostalgia di voi»

Da sinistra: il sindaco di Montignoso Gianni Lorenzetti, Monsignor Guglielmo Borghetti, l'assessore Giorgia Podestà e Antonio De Angeli
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Da sinistra: il sindaco di Montignoso Gianni Lorenzetti, Monsignor Guglielmo Borghetti, l'assessore Giorgia Podestà e Antonio De Angeli

La cerimonia venerdì 22 novembre nella chiesa di Santa maria della Rosa

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Montignoso. Monsignor Guglielmo Borghetti, vescovo di Albenga-Imperia, all’ombra delle Apuane ci è nato (a Carrara) e cresciuto e la nostalgia per la sua terra la conosce. Quando la sente forte, quella nostalgia, la mente e il cuore vanno sempre nello stesso luogo, a Montignoso, alla parrocchia di Santa Maria della Rosa di cui è stato parroco. Così quando il sindaco Gianni Lorenzetti lo chiama per informarlo che all’unanimità il consiglio comunale gli ha conferito la cittadinanza onoraria, lui si commuove. Quella commozione Monsignor Borghetti la ricorda ieri, proprio nella chiesa di Santa Maria della Rosa durante la cerimonia del conferimento della cittadinanza. . La piccola chiesa è strapiena e a disegnare il clima della giornata ci pensano i ragazzi e le ragazze dell’orchestra giovanile Giorgini: aprono la cerimonia sulle note dell’Inno della gioia. La gioia di celebrare chi - il sindaco motiva il conferimento - ha sempre messo al centro l’uomo, la dignità della vita umana. Quello di Lorenzetti è un appello perché se laicità e religione sono separate, la politica e la chiesa sono chiamate ad un percorso comune - per parafrasare il sindaco - nel sostegno dei più deboli. Di chi oggi, messo a dura prova dalla crisi, bussa alle porte delle parrocchie e dei comuni. Il sindaco - lo ricorda ieri - Monsignor Borghetti lo ha conosciuto prima che fosse parroco, 20 anni fa, quando partecipò ad un dibattito proprio sul rapporto tra politica e religione. Quel dibattito era tenuto da Guglielmo Borghetti e Vannino Chiti: «Ho apprezzato già allora il profilo di monsignor Borghetti. Un pezzetto della mia storia politica parte da l quel dibattito».

Una cerimonia, quella del conferimento della cittadinanza onoraria, che cade nel giorno in cui la parrocchia di Santa Maria della Rosa - come ricorda l’assessora al sociale Giorgia Podestà - spegne le sue prime 80 candeline. Una parrocchia che nel suo parroco, don Borghetti, ha trovato unità: «Ha saputo ascoltare gli abitanti - ricorda Antonio De Angeli - e gli abitanti hanno saputo ascoltare lui. Questa giornata, aperta dall’Inno della gioia, è segno di una cittadinanza da vivere con gioia e in una dimensione europea. Quella dimensione - aggiunge - che ha trovato linfa nell’umanesimo cristiano». —

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