Sicurezza
Liliana Segre è cittadina di Filattiera
Il consiglio ha dato il riconoscimento alla senatrice a vita, testimone dell’Olocausto. La sindaca: un segno di vicinanza
FILATTIERA. Liliana Segre è, da venerdì sera, ufficialmente una cittadina di Filattiera. Lo ha decretato il consiglio comunale che, quasi all'unanimità, ha deciso di assegnare alla senatrice a vita, sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti, la cittadinanza onoraria. Una decisione maturata, come ha spiegato la sindaca, Annalisa Folloni, «dopo gli ultimi incresciosi attacchi alla figura della Segre, con minacce ed insulti razziali a questa straordinaria donna che porta ancora avanti la memoria di quelle atrocità. Minacce che si sono rivelate tanto gravi da rendere necessaria la scorta. Per questo Filattiera, come segno di vicinanza, ha deciso di conferirle la cittadinanza onoraria».
Un momento che ha ricevuto un lungo applauso dal numeroso pubblico presente, tra cui tantissimi giovani, a cui si è rivolta con impeto e passione la sindaca: «Immaginate la storia della Segre. A 13 anni costretta a lasciare la scuola, gli amici, solo perché ebrea. E poi, partendo dal binario 21 della stazione di Milano, arrivare ad Auschwitz».
Il dibattito che ne è seguito non è stato così scontato come si potrebbe supporre. Soprattutto per "merito" del consigliere della lista "Centrodestra per Filattiera" Andrea Draghi: «Ho il massimo rispetto per la Segre e per la vicenda che la riguarda. E la mia storia personale lo testimonia con un mio parente sopravvissuto ai lager. Ma la sofferenza non è di una parte sola e ai nostri ragazzi bisogna insegnare che ci sono state, e ci sono, tante altre ingiustizie e sofferenze. Per questo trovo ipocrita questa decisione dell'amministrazione che sembra dire 'siamo arrivati' mentre c'è ancora tanta strada da fare». Il consigliere ha motivato poi meglio la sua riflessione con la discussione del secondo punto all'ordine del giorno che prevedeva il sostegno da parte del consiglio alla commissione Segre. «La commissione ha una chiara connotazione politica che tende a dividere. Non deve stupire se poi c'è qualche stupido che approfitta di questo per le sue esternazioni, assolutamente inqualificabili. Ma in parte sono stati istigati dall'atteggiamento del governo». Concetti che poi Draghi ha materializzato con la scelta di votare contro al sostegno della commissione e di uscire dall'aula alla votazione sulla cittadinanza onoraria alla Segre.
Una scelta che ha causato il disappunto della sindaca: «Pensavo che su queste tematiche si potesse trovare un'unità di tutto il consiglio», ma anche degli altri consiglieri di opposizione, con Federico Lucchetti (tra l'altro tra i promotori dell'iniziativa): «Ho votato con piena convinzione l'assegnazione della cittadinanza onoraria alla Segre e lo rifarei altre mille volte. Non è ipocrisia e siamo ben consci che questo non è un punto d'arrivo ma semmai di partenza nella lotta all'odio e al razzismo che ci deve vedere tutti uniti». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
