Il Tirreno

Aulla in lutto per Luca Manzin «Sapeva farsi volere bene da tutti»

Aulla in lutto per Luca Manzin «Sapeva farsi volere bene da tutti»

La morte del 29enne lascia nello sgomento la comunità, in particolare il quartiere della Ragnaia dove vivono i genitori

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aulla. Le voci rimbalzano tra Milano e Aulla. Tra un’inchiesta aperta dai magistrati lombardi per omicidio colposo plurimo, contro ignoti, e lo sgomento di una cittadina tra Toscana e Liguria. È collettivo il lutto per la tragica morte di Luca Manzin, 29 anni, rimasto intrappolato insieme alla compagna Rosita Capurso, psicologa milanese di 27 anni, nel rogo della mansarda che da un paio di anni condividevano in un palazzo su due piani sull’Alzaia del Naviglio Grande, incendio che si è sviluppato verso le 3,30 nella notte tra venerdì e sabato. Manzin era nato a La Spezia, ma abitava da trent’anni insieme alla famiglia in una palazzina nel quartiere della Ragnaia ad Aulla, anche se ormai da tempo non ci tornava così spesso.

Ma in molti se lo ricordano: il suo carattere così estroverso e solare, sempre con il sorriso e una parola per tutti, gli faceva stringere relazioni, amicizie. Hanno tutti una buona parola per lui. «Un ragazzo con una grande intelligenza, con un’innata capacità di farsi volere bene da chiunque incontrasse», sottolinea lo zio Giovanni Zammori, noto architetto in città. Proprio Zammori domani tornerà a Milano, nel giorno dell’autopsia sui cadaveri dei due giovani, per i riconoscimento formale del corpo del nipote. Uno strazio che vuole risparmiare ai genitori di Luca, Matteo Manzin, ginecologo prima all’ospedale di Fivizzano e poi per 25 anni all’Asl di Spezia, adesso in pensione, e Claudia Bacci, anch’essa in pensione, ex professoressa di storia e filosofia al liceo scientifico di Villafranca, lo stesso dove Luca si era diplomato con il massimo dei voti. La coppia, insieme all’altra figlia Arianna, tornata venerdì da Londra dove lavora per la casa editrice Harper Collins, ieri si è chiusa nel dolore nell’appartamento di proprietà al civico 30 di via Casciari, dove il via vai è continuo di familiari e amici per le condoglianze.

Piove a dirotto ed è come se tutta Aulla piangesse. «Un giovane bravo, rispettoso, brillante, sempre sorridente, la famiglia non meritava una disgrazia del genere – dice una vicina di casa, Maria Pina Roccatagliata – adesso Luca aveva la barba e si era fatto crescere i capelli ricci, ma erano i suoi occhi azzurri a parlare sempre, a dire quanto fosse solare, amava la vita insomma, era sempre positivo. Io l’ho visto piccolo e piano piano crescere. Da venerdì siamo tutti sconvolti, vorrei tanto che non fosse vero». «L’ho visto l’ultima volta lo scorso mese, ogni volta che tornava ad Aulla passava qui da me – aggiunge Rodica Amarintei, titolare del negozio di alimentari sotto l’abitazione dei coniugi Manzin – faceva uno spuntino sempre con il sorriso, gli piaceva la torta di patate, veniva qui con il cagnolone del padre. Ora mi viene soltanto da piangere». —

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di Redazione web