Il Tirreno

le prof del liceo scientifico 

Quella classe unita che aveva già subito un lutto

Quella classe unita che aveva già subito un lutto

Le insegnanti ricordano Luca: era solare e intelligente Ragazzi unitissimi, avevano pianto un loro compagno

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VILLAFRANCA. Il ritratto, che emerge dai ricordi dagli insegnanti del Liceo Scientifico di Villafranca, di Luca Manzin è quello di un ragazzo solare, intelligente, con una spiccata capacità di apprendimento, capace di fare gruppo e legare con i propri compagni, conservando un’indipendenza intellettuale ed un’analisi critica del mondo. Un ricordo affettuoso e nostalgico emerge dalle parole di tutti i suoi professori.

La vicepreside Letizia Lorenzini lo descrive così: «Era un ragazzo vivace, sia dal punto di vista caratteriale, che intellettuale. Molto in gamba, ha concluso il liceo con il massimo dei voti e poi ha intrapreso la strada del Sant’Anna a Pisa. Ma tutti in quella classe spiccavano, ragazzi uniti e coesi. Non era appassionato nella mia materia, la matematica, ma coltivava tantissimi interessi laterali, soprattutto in campo umanistico. Il livello della classe era alto e l’amicizia è rimasta, sono ancora tutti legatissimi».

E questo rapporto così forte è già la seconda volta che si infrange, dovendo abbandonare un proprio compagno lungo il cammino: due anni dopo il conseguimento del diploma, un ragazzo di Pontremoli, Fabio Varoli, era deceduto a causa di un incidente stradale, scivolando con l’autovettura sull’asfalto bagnato.

Andreina Cassiani è stata la professoressa di inglese di Luca Manzin: «Ho un bellissimo ricordo di lui e della classe. Molto attivo e partecipativo, sembrava già molto maturo per la sua età. È una notizia che ci lascia sconvolti, non riesco a spiegarmi una tragedia così grande».

La sua professoressa di italiano Vincenza Biscioni lo descrive in modo particolareggiato.

«Come sua professoressa di italiano sono riuscita ad approfondire la sua conoscenza, leggendo tra le righe dei suoi scritti - dice la prof Biscioni - Un ragazzo molto intelligente, uno spirito libero, cordiale, con una grande vivacità intellettuale. Ha dato tanto alla classe, ma anche a me. Era una classe piccola, ma coesa. Ognuno di loro ha consentito la crescita dell’altro. Con la loro intelligenza sono riusciti a superare le loro differenze, creando un rapporto speciale».

Eugenia Cantinotti, insegnate di Scienze, sottolinea la sua “grande capacità critica, vivace, intelligente. Tutti lo avrebbero voluto come figlio. Con un carattere ed una personalità molto forte. Non trovo parole per descrivere una tragedia così grande ed improvvisa”.

Un ricordo tenero arriva da Loredana Capponi, insegnante di Fisica per tutti gli anni del Liceo: «Il primo anno sembrava uno scricciolo, minuto piccolo, nel corso degli anni lo abbiamo visto crescere, diventare un uomo, con un atteggiamento molto riflessivo ed un senso dell’ironia molto fine, mai sguaiato. Era recentemente passato a visitare lo mostra di scienze della nostra associazione Esploranda». «Aveva grande voglia di vivere- conclude - conservando un atteggiamento positivo e curioso nei confronti della vita stessa».

Umberto Crocetti, insegnante di filosofia e storia, condivideva con Luca Manzin la passione per le materie umanistiche: «Un ragazzo di un’intelligenza vivace, intellettualmente colto, amante della vita. Aveva una grande acutezza ed una capacità di guardare la vita da diverse angolature. È stato il migliore degli studenti che ho avuto nella mia lunga carriera di professore». —

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