Il Tirreno

la polemica a fivizzano 

Piano cave, «estrazione ridotta e tutela di ambiente e lavoratori»

Marco Landini
Piano cave, «estrazione ridotta e tutela di ambiente e lavoratori»

Il sindaco Giannetti replica alla minoranza che aveva chiesto le dimissioni dell’assessore Serafini. «Strumentalizzazione politica per fini personali»

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fivizzano. «Sulle cave la minoranza sembra essere in confusione». Dice così il sindaco di Fivizzano Gianluigi Giannetti a seguito delle dichiarazioni del gruppo Alternativa per il Futuro rappresentato dai consiglieri Alessandro Domenichelli e Stefania Baldassari. Nell'ultimo consiglio comunale del 18 novembre, scrive il sindaco che “la lista civica Alternativa per il Futuro ha presentato una mozione chiedendo le dimissione dell'attuale assessore Diego Serafini, delegato tra le altre alle cave e all'ambiente, accusandolo di inadeguatezza al ruolo ricoperto in relazione, a loro dire, alla presentazione di un piano cave (Pabe) errato. Peccato che il Pabe era già stato approvato nella seduta del 19 agosto 2019, e gli stessi consiglieri della lista civica si erano limitati a evidenziare solamente un futuro delle cave rivolto a una riqualificazione prettamente turistica evitando di addentrarsi nelle pieghe del piano cave in maniera approfondita, dimostrando poca conoscenza della materia e ancor più grave una visione superficiale senza realmente avere un progetto vero e concreto per tutte le persone che in quell'ambito lavorano e operano attualmente”. . Qui il sindaco Giannetti aggiunge poi che “nel consiglio del 18 novembre i consiglieri Domenichelli e Baldassari si appellavano a un Pabe completamente errato rispetto a quello approvato in data 19 agosto, costruendo una teatrino ad arte, opera del miglior regista hollywoodiano, omettendo però di dire che il piano cave che loro evidenziano pieno di errori è quello approvato nel consiglio del marzo 2018, fatto in maniera preliminare, semplicemente per avviare il procedimento”. Dunque il duro commento del sindaco: «L'incompetenza sull'argomento dimostrata dai consiglieri della lista civica deriva dal fatto che l'unica cosa che dovevano evidenziare, nell'approvazione del piano della seduta dell'agosto 2019, era l'assenza della Vas (Valutazione ambientale strategica) all'epoca non ancora prodotta dal professionista incaricato, ma visto la poca conoscenza dell'argomento e la superficialità con la quale avevano affrontato il piano ha fatto sì che non si rendessero nemmeno conto di cosa contestare». Infine Giannetti coglie l'occasione per rimarcare il fatto che “il piano cave è stato prodotto da professori dell'Università di Siena e professionisti tenendo conto di tutte quelle criticità che l'estrazione e un territorio come il nostro all'interno di un Parco deve avere ben presente, se i consiglieri si fossero soffermati maggiormente sul Pabe, e non sulla semplice strumentazione dello stesso per fini politici, avrebbero colto tutte quelle migliorie che il piano introduce per il futuro, a partire dalle quantità estrattive decisamente ridotte rispetto al passato ma garantendo un futuro a tutte quelle persone che oggi lavorano nell'ambito delle cave e traggono sostentamento per le loro famiglie, nel rispetto dell'ambiente e delle regole che permettono uno sfruttamento della risorsa marmo in modo controllato e equo”.

E così per il primo cittadino di Fivizzano «è incredibile come per fini puramente di destabilizzazione politica si possa montare un caso sul niente mettendo alla gogna un assessore, che avrà commesso anche qualche errore di gioventù, ma che da subito si è adoperato con impegno e volontà per colmare le proprie lacune conoscitive di una materia così complessa. Il bene comune non si realizza con la strumentalizzazione sui social o mezzi d'informazione ma si realizza con il lavoro che ogni giorno il sottoscritto e i suoi collaboratori portano avanti con idee, progetti e tanto impegno vero, dispiace constatare che questa parte della minoranza non abbia nessuna idea e volontà di collaborare per il miglioramento del nostro territorio ma voglia soltanto contrastare l'azione dell'amministrazione per fini personali e di rivalsa elettorale». —

Marco Landini

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