Attenzione
«Non ce la prenderemo più con la giunta, ma con chi la elegge»
Duro intervento del comitato Vivere Soliera Apuana contro l’amministrazione di Fivizzano
la polemica
“Fosse per noi il Comune di Fivizzano lo chiuderemmo a doppia mandata e butteremmo le chiavi, ma lo diciamo più per sconforto che per convinzione”. Lo dice il comitato Vivere Soliera Apuana, che interviene dopo un incontro nella frazione a cui erano presenti il sindaco Gianluigi Giannetti e l’assessore alle cave Diego Serafini. “Il sindaco ha illustrato i propositi della sua giunta rispetto alle varie necessità di ogni paese del Comune - scrive - noi, che volevamo dire molto, data la platea, ci siamo rigorosamente limitati, anche perché eravamo in attesa delle domande o degli interventi da parte del pubblico presente. E della platea vogliamo parlare per dire che tali cittadini meritano il peggio, d’ora innanzi non ce la prenderemo più coi cosiddetti amministratori, ma con chi li elegge”.
Così è motivato: “Noi ci aspettavamo interventi, domande, affermazioni di doveri e di diritti a fronte delle tante problematiche che conchiudono e rendono inattivo il Comune di Fivizzano. Nulla, se non due persone che hanno criticato l’aggeggio messo per la misurazione della velocità in un luogo inutile adatto solo a spillar soldi ai contribuente, e un altro signore che ha lamentato il fatto che in quel di Soliera non vi sia un ufficio postale. Abbiamo deciso di ridere, in luogo delle lacrime».
Continua: “Il nostro intervento ha sottolineato che le intenzionalità devono poi trovare una loro applicazione pratica. Abbiamo chiesto di ripristinare sulla cartellonistica stradale il nome corretto del nostro paese, cioè Soliera Apuana, abbiamo ripescato il tema Agrario, definitivamente perduto, non già per problematiche antisismiche, ma per volontà politiche di politicanti che avevano deciso a suo tempo di portare tutte le scuole nel capoluogo, abbiamo anche buttato là il tema di un clientelismo stomachevole, che spesso si riduce a familismo, addirittura, tant’è che il Comune di Fivizzano è sempre stato amministrato non dal popolo ma dalle “famiglie” o per difendere interessi personali o per smania di potere”.
Prosegue Vivere Soliera: “Molto altro ancora avremmo voluto dire, ma la nostra desolazione ha avuto il sopravvento. Aggiungiamo ora che infinite sono le problematiche: la chiusura dell’ufficio postale, le lampadine del borgo a mò di candela al camposanto, all’incrocio fra la statale e la variante un pilone con lampadina spenta da mille anni, le lastre del borgo posizionate per dispetto e non per competenza (i lavori da noi si danno agli amici degli amici e gli appalti si concedono non sulla base delle competenze) adatte alle cadute soprattutto di vecchi e bambini, i ponticelli che ci portano alla stazione dove si ferma il tenero trenino Aulla- Lucca, ponticelli mai controllati, edilizia privata in atto su un terreno (dove c’è anche un allevamento di cani) definito dal Comune come franabile, forse chi costruisce adesso ha i poteri d’incastrare nel terreno franoso i fili spinati. E poi c’è tanto, tanto altro ancora, che si disperde dentro la nostra impotenza”. —
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