Gioco
Gli alberi non ci sono più? Allora li piantano gli alunni
Progetto ambientale alla scuola primaria Carducci di Poggiolettoa Massa. I bimbi, con Italia Nostra, hanno messo a dimora cinque Celtis Australis
MASSA. È la giornata dell’albero ed è festa alla scuola primaria di Poggioletto: Diego ha il microfono in mano e la schiettezza dei suoi 10 anni. Lo dice con forza che la bellezza può salvare il mondo. E cosa c’è di più bello di un albero?
Sì perché quando sono rientrati dalle vacanze i bambini della Carducci i loro alberi nel cortile non li hanno trovati più: i pini spesso lasciavano cadere rami e pigne. Troppo pericolosi, sono stati tagliati. Ma senza alberi non c’è ombra, non una casa per gli uccellini, non ci sono tronchi dietro cui nascondersi per giocare a nascondino. Così le maestre hanno decidso di chiedere aiuto a chi di alberi se ne intende, ad Italia Nostra - che in 20 anni a Massa ne ha piantumati 2.000 - e ad Antonino Panatteri, ex comandante della forestale. Risultato: cinque Celtis Australis, uno per ogni classe, sono arrivati a fare ombra davanti a scuola. Pronti ad accogliere, ossigenare. Dare speranze. Alberi a cui i bambini hanno dato un nome perché dove c’è nome c’è identità e dove c’è identità c’è rispetto. Un nome che non è casualità, ma scelta consapevole.
Sì perché alla Carducci che da anni è impegnata nel diffondere cultura dell’ambiente - come ricorda Marcella Bertocchi, dirigente dell’istituto comprensivo Malaspina - la piantumazione arriva alla fine di un progetto che coinvolge tutte le insegnati e i bambini. Un progetto complessivo, ma disegnato su competenze e programmi di ciascuna classe. E la scelta dei nomi è la sintesi di quel progetto. C’è l’albero della poesia, della prima: si chiama Giosuè come il premio Nobel cui la scuola è dedicata. C’è l’albero dell’universo: i bimbi delle seconde lo hanno chiamato Scintilla. Perché da una scintilla l’universo si è originato. La scienza ha il suo albero: glielo ha dedicato la terza. E quale nome più indicato di Galileo? C’è anche Greta tra i alberi: è il Celtius dell’ambiente che “pensa” alla ragazzina che ci ha chiamato alla responsabilità. Poi c’è l’albero della giustizia, dedicato a Giovanni Falcone dalla quinta. Progetto accurato, mesi di lavoro, l’emozione di bimbi e maestre quando giovedì 21 novembre i piccoli piantumano gli alberi con Bruno Giampaoli, presidente di Italia Nostra, alla presenza del sindaco Francesco Persiani e degli assessori Nadia Marnica e Marco Guidi a cui gli alunni regalano una borraccia: da maggio scorso loro a scuola le bottigliette non le portano. È il loro contributo all’ambiente, l’impegno delle insegnanti che anche della cultura ambientale fanno l’ingrediente indispensabile della didattica. Adesso con le borracce agli alberi c’è da dare acqua. Per veder crescere insieme piante, bambini e cultura ambientale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
