Il Tirreno

banche 

Crisi Carige, chiude la filiale di Fivizzano. Il resto del territorio per ora si salva

Luca Signorini
Crisi Carige, chiude la filiale di Fivizzano. Il resto del territorio per ora si salva

Sono 45 gli sportelli da smantellare a partire da lunedì I tre impiegati dello sportello lunigianese verranno ricollocati

2 MINUTI DI LETTURA





carrara. La provincia di Massa-Carrara passa quasi indenne dal piano di razionalizzazione (leggi chiusura filiali ed esodo dei lavoratori) di banca Carige (Cassa di risparmio di Genova e Imperia), un accordo firmato ieri con i sindacati. . In Italia sono 45 gli sportelli che l’istituto finanziario smantellerà da lunedì: in questo elenco, per il nostro territorio figura soltanto la filiale di via Roma 188 a Fivizzano (tre i dipendenti che saranno ricollocati in altre sedi). Restano dunque aperti gli uffici a Massa e a Carrara, nelle città e sulla costa, e nel resto della Lunigiana: in tutto una trentina, della Cassa di Risparmio di Carrara gruppo Carige.

«Probabilmente in futuro, da qui al 2023, assisteremo alla chiusura di altre 50 filiali, di cui però non si conoscono i criteri e la dislocazione. Ma abbiamo ricevuto rassicurazioni sul fatto che non saranno abbandonate regioni e territori», dice Bruna Massa della First Cisl. Così Luca Panfietti, del sindacato di settore Fabi, che personalmente ha seguito la vertenza Carige: «L’accordo è per noi soddisfacente viste le difficoltà dell’istituto, che ricordo è commissariato. Sulle scelte fatte per le chiusure, sono motivazioni aziendali di carattere commerciale e di produttività. La nostra provincia comunque è per ora salvaguardata».

Il settore bancario va in questa direzione, maxi razionalizzazione con chiusura delle sedi fisiche e uscite dei lavoratori, tra pensionamenti e prepensionamenti volontari. «In provincia, oggi abbiamo 89 sportelli in totale e 604 bancari, dieci anni fa erano 850», sottolinea ancora la sindacalista della Cisl. Con la chiusura di 45 filiali, Carige prevede un uscita di 680 dipendenti, a cui si aggiungono un esodo di altre 147 persone con Quota 100 (e l’attivazione di un Fondo di solidarietà dedicato) e di 127 come turnover fisiologico che, sommate alle 450 uscite precedentemente concordate, consentono di realizzare un ridimensionamento organizzativo di 1.250 lavoratori.

Ma c’è spazio anche per le assunzioni: 210, ogni 3,2 senior che escono, c’è un’assunzione. «È un primo passo significativo per il rilancio del gruppo Carige, adesso bisogna auspicare che l’aumento di capitale vada in porto senza alcun intoppo e che si apra immediatamente la fase due, con il coinvolgimento della Cassa centrale di Trento che, nel corso del 2020, dovrebbe salire nell’azionariato ed entrare anche nel merito della governance», spiega il segretario nazionale della Fabi, Mauro Scarin.

In questa fase, oltre a Fivizzano, chiudono i battenti le filiali di Camaiore (piazza San Bernardino), Firenze (via Maddalena) e gli sportelli della Banca del Monte di Lucca nel quartiere dell’Arancio (viale Castracani) e a Fornaci di Barga (via della Repubblica). —Luca Signorini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web