Il dolore
Scritte contro le trans in una palazzina
Un gesto simile sullo stesso muro qualche mese fa. L’inquilina: «Non sono i condomini. Loro mi avrebbero parlato»
massa. Lo hanno scritto a caratteri cubitali: “No trans qui”. E a rafforzare il concetto hanno aggiunto pure un disegno: un organo genitale maschile.
Il muro di quell’edificio, a due passi da piazza Aranci e dal Duomo, la discriminazione la conosce bene perché qualcuno lo ha usato come lavagna per lanciare i suoi messaggi offensivi già lo scorso gennaio. Candeggina, spazzola e olio di gomito, alcuni condomini quella prima scritta sono riusciti a cancellarla. Ma nulla. C’è chi le sue parole violente vuole imprimerle sulle pareti di quella casa e torna a scrivere: lo fa un paio di giorni fa, alla luce del sole. Perché chi esce dal palazzo poco dopo le 10 del mattino, la facciata la vede ancora pulita: passa un’ora e quando rientra scopre quella frase contro le transessuali.
In quel palazzo a piano terra, ci accoglie la persona a cui - nelle intenzioni dell’autore - quelle scritte dovevano essere rivolte. Non alza i toni, non strepita: chiede riservatezza e spiega di aver contribuito nei mesi scorsi a ripulire le pareti dopo la prima scritta. Non vede motivo per cui qualcuno dovrebbe avercela con lei e non ha dubbi che «non siano stati i condomini. Loro - spiega - mi avrebbero suonato e mi avrebbero parlato viso a viso». In effetti chi abita in quel palazzo e accetta di parlare con noi, in anonimato, assicura di essere dispiaciuto per le scritte e spiega di aver già chiesto all’amministratore di rimuoverle.
Scritte discriminatorie e ben lontane dall’essere un episodio isolato. Perché qualche giorno fa “No Trans” qualcuno lo ha scritto sul citofono di una palazzina di Marina e pure su volantini sistemati sotto i tergicristalli delle auto posteggiate nella zona.
Per Alessandro Bandoni, rappresentante della comunità Lgbt ed ex presidente della commissione progetto donna per le Pari Opportunità del Comune di Carrara, «si tratta di fatti su cui non c’è da scherzare, fatti contro cui è necessario prendere contromisure culturali forti. Nel giorno in cui (il 20 novembre) la comunità Lgbt celebra il ricordo delle persone transgender uccise e morte per mano dell’ignoranza e della mostruosità umana, a Massa appaiono scritte e cartelli contro le persone transessuali. Inaccettabile - scrive Bandoni - che nel 2019 possano accadere queste cose. Persone che esprimono liberamente e tranquillamente il loro odio verso “il diverso” senza capire che le diversità arricchiscono e alzano il livello culturale. Vorrei ricordare solo pochi mesi fa un azione contro un ragazzo omosessuale». L’invito di Bandoni è alla consapevolezza: «Ci sono persone che giornalmente nel mondo vengono uccise e torturate perché considerate “diverse”». Per la consigliera Elena Mosti e per Nicola Cavazzuti il gesto non solo è grave, ma segnala un “clima”: «Chi ha scritto - spiega Cavazzuti - sa di avere sostegno e condivisione di vedute» . Concetto rafforzato dalla consigliera: «Chi ha scritto non è che “sa” di avere sostegno e condivisione di vedute. Semplicemente lo “percepisce”, lo “sente”, che è ancora più potente». —C.S.
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