Finanza
Mini aumento per le mense a Carrara, ma il problema è chi non paga
Ritocco fra i 10 e i 30 centesimi dei pasti nelle scuole (solo per le fasce più alte) Rette non versate : un “buco” di centinaia di migliaia di euro nei conti del Comune
CARRARA. Le casse comunali sono in rosso? La colpa è anche di chi non paga la mensa scolastica. E di questi morosi ce ne sono tanti, alcuni non pagano da anni. Non si spiega altrimenti visto che i bambini a Carrara e frazioni sono quelli che sono. E a non essere in regola con le rette della mensa non sono persone indigenti: la mensa, infatti, è gratuita per i bambini di famiglie con redditi sotto una certa soglia. No, sono persone che appartengono a fasce di reddito medio alto, che da anni e anni sta facendo il portoghese sulle spalle dell'amministrazione.E non parliamo di pochi spiccioli ma di alcune centinai di migliaia di euro che mancano nelle casse del Comune. Ma attenzione perché a queste furbetti potrebbe bussare alla porta l'Agenzia delle Entrate.. C'è gente che non ha mai pagato una retta per la mensa scolastica dei figli. E non certo perché non se lo può permettere, visto che la mensa si paga in base all'Isee.
L'altra novità è che per le fasce più alte è stato inserito un aumento da 10 a 30 centesimi a pranzo. Lo spiega il sindaco Francesco De Pasquale: «Le rette per la refezione scolastica - dice - sono state aumentate solo per quanto riguarda le tre fasce Isee più alte. Dieci centesimi a pasto per nuclei famigliari con Isee che vanno da 28mila a 34mila euro l'anno, venti per quelle da 34 a 40 e 30 per quelle oltre i 40mila euro e per tutti quelli che non hanno presentato l'Isee. Restano invariate le cinque fasce da 7.501 a 28.000. Sono esentati dal pagamento le fasce sotto i 7.500 rimangono esentati dal pagamento. Ricordo- prosegue De Pasquale - che l’assegnazione della fascia viene fatta in base alla presentazione dell’Isee che gli utenti comunicano al momento della richiesta dei servizi scolastici on-line dal corrente anno scolastico 2019/2020. Chi non lo presenta viene inserito automaticamente nella fascia più alta».
E dei morosi cosa dice? «Nel corso degli anni - prosegue il primo cittadino - si è accumulata una morosità che ammonta ad alcune centinaia di migliaia di euro, una percentuale comunque perfettamente in linea con la media nazionale. Si tratta di utenti che hanno usufruito del servizio senza pagarlo». Insomma, tutta una serie di furbetti che non si fanno mancare niente, ma che non pagano la mensa scolastica. Una situazione pure in linea con altre realtà, ma che sulle casse comunali pesa quanto altri ammanchi. E dunque a mali estremi estremi rimedi: «Per provare a recuperare questo ammanco - spiega ancora il sindaco - l’amministrazione garantisce la possibilità di rateizzare il dovuto; da circa quattro mesi è stata introdotta una precisa regolamentazione della rateizzazione. Questo ha fatto sì che un importante numero di utenti del servizio, presentassero domanda di rateizzazione per sanare la morosità».
E se qualcuno continua a fare orecchie da mercante? «Come avviene per tutti gli altri tributi comunali - conclude De Pasquale - nel caso in cui l’utente moroso non si attivi per sanare la situazione, la morosità viene iscritta al ruolo e poi segnalata alla Agenzia delle Entrate». Insomma, dall'Agenzia delle Entrate ad Equitalia il passo è breve. —
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