Il Tirreno

l’operazione della fiamme gialle 

Cinture griffate ma false, negoziante nei guai

Cinture griffate ma false, negoziante nei guai

Esposte in vetrina, erano un vero “affare”. Controlli della Guardia di Finanza anche sulla società da cui sono state acquistate

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Carrara. Per i clienti è un vero affare: cinture griffate, a prezzi stracciati. Un’occasione da non perdere per chi vuole vestire alla moda senza svuotare il portafoglio. Per gli uomini del nucleo mobile della Finanza, invece, in quelle cinture c’è qualcosa che non torna. E quel qualcosa è proprio il prezzo.

Sì perché quelle cintole in pelle e con tanto di logo ben in vista, esposte in vetrina, le notano i militari delle Fiamme Gialle che decidono di vederci chiaro: entrano nel negozio di abbigliamento di Marina di Carrara e chiedono alla responsabile di esibire tutta la documentazione che comprovi la provenienza e l’originalità della merce. Insomma, da quei documenti i finanzieri contano di verificare dove siano state comprate, all’ingrosso, e se e siano originali. Le fatture presentate confermano che i prodotti non sono stati acquistati presso la casa di moda di cui riportano il logo, piuttosto presso una società gestita da cittadini cinesi e con sede a Prato. Non un affare per i clienti, quindi, ma - secondo i finanziari - un illecito in materia di contraffazione. Per i militari, infatti, le cinture sono false: scatta quindi il sequestro.

La Finanza decide di andare oltre e di estendere i controlli anche alla società pratese che quelle cintole le ha vendute. È nei locali di quella società, infatti, che le Fiamme Gialle trovano diversi scatoloni. E dentro quegli scatoloni - «cinture riportanti marchi di fabbrica non genuini». Non solo articoli di pelletteria: nei locali della società ci sono anche tantissimi occhiali da sole con il logo Ce. Logo falso che non indica - ricostruiscono i finanzieri - il rispetto della direttiva sugli standard di sicurezza europei, ma l’esportazione dalla Cina. Ce sta infatti per China Export. L’operazione si conclude con il sequestro: 3.300 cinture con marchi contraffatti di note case di moda e 4.600 occhiali da sole con il marchio Ce mendace. Circa 7.900 accessori, quindi, per un valore di mercato - stimano le fiamme gialle - di 125mila euro. Occhiali e cinture “falsi” vengono confiscati «per violazioni di natura penale - chiarisce la Finanza in una nota - in materia di illecita commercializzazione».

I titolari del negozio di Marina di Carrara e i responsabili della società di Prato vengono segnalati, a piede libero, all’autorità giudiziaria «per vendita di merce contraffatta e beni recanti segni mendaci. L’intervento testimonia - spiega la Finanza - la continua attenzione rivolta dai reparti alla tutela dei consumatori, con riferimento, oltre alla genuinità dei marchi di fabbrica, anche all’esposizione a potenziali rischi per la salute, in questo caso di particolare evidenza per i possibili danni alla vista derivanti dall’uso di lenti non idonee alla protezione degli occhi». —

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