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Il ritorno del trittico Ringli ecco il programma definitivo

Paolo Cucurnia
Il ritorno del trittico Ringli ecco il programma definitivo

Due giorni di festa alla parrocchia di San Pietro, sabato 30 e domenica 1 Annunciata la presenza del cardinale di Palermo, poi un rinfresco in piazza

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CARRARA. Fervono i preparativi in attesa del trittico Ringli del 1438. Dopo avventurose vicissitudini che il Tirreno ha più volte descritto, il trittico ritorna a casa. Torna nella chiesa di S. Pietro Apostolo per la quale il Castellano svizzero della rocca di Avenza, Giovanni Ringli, al soldo degli Sforza, l’aveva commissionato al cosiddetto Maestro di Sant’Ivo.

L’attribuzione al Maestro è dovuta al grande critico d’arte Federico Zeri nel 1994.

Opera matura del Maestro, risente ancora degli stilemi tardo gotici del Trecento, quando in alcuni circoli pittorici coevi, facenti capo al Brunelleschi, si affermava oramai la prospettiva a punto unico di fuga.

Il nostro pittore ci mostra, nella pala, una prospettiva un po’ più primitivamente abbozzata, che notiamo nei lati della seduta e della pedana del trono su cui è assisa la figura centrale del dipinto, S. Pietro. Il punto di fuga di questi elementi è sopra la testa di Pietro stesso, il quale sta benedicendo, con la destra, con solo un accenno all’impostazione tradizionale greco bizantina: anulare e mignolo riuniti a forma di sigma, medio flesso ed indice sollevato.

S. Antonio abate, a sinistra, e Maria Maddalena a destra, come Pietro del resto, hanno i piedi nascosti dalle vesti: un riferimento alla sospensione divina di vecchio stampo bizantino. Gli occhi dei tre convergono in un punto a sinistra dalla centralità dell’osservatore, un classico dello stile gotico, che decentrava l’abside delle chiese a manca della navata perché il fedele avanzando verso la divinità (l’abside) non potesse collimare i propri disegni con quelli misteriosi della Divinità stessa. Stilemi, insomma, che riguardano ancora il vecchio stile bizantino, ma che annunciano il nuovo verbo Rinascimentale fatto di ricchezza di panneggi, personaggi in rilievo, e che tramuterà il trittico in pala rettangolare ad unica ambientazione, dacché la prospettiva, fattasi adulta, darà modo di spostare personaggi e volumi su piani diversi nello stesso vano.

Queste poche note per accennare ad una specie di presentazione di un valore, “Il Trittico” pieno di significati, che ci viene restituito dalla generosa intelligenza del Parroco, Don Marino Navalesi, che sembra andare in controtendenza, aggiungendo valori, in un territorio che spesso è sacrificato in nome del “sacro” profitto di pochi.

Diamo di seguito l’elenco, aggiornato e definitivo, delle autorità presenti alle cerimonie di accoglienza dell’Opera, con alcuni cambiamenti rispetto alle precedenti comunicazioni.

Sabato 30 novembre ore 18 S. Messa celebrata da S.E Mons. Giovanni Santucci. Ore 21- convegno: “Storia di un Miracolo” con la partecipazione di: Angelo Tartuferi, Matteo Salamon, Valentino Anselmi, Pietro Di Pierro, don Luca Franceschini.

Domenica 1° dicembre ore 16: Santa Messa Solenne pontificale presieduta da Sua Eminenza il Cardinale Salvatore De Giorgi Arcivescovo Emerito di Palermo. Con la partecipazione di: S.E. Giovanni Santucci, S.E. Mons. Eugenio Binini, S.E. Guglielmo Borghetti, S.E. Mons. Alberto Silvani; del Clero, delle Associazioni civili e militari.

Al termine la Parrocchia offrirà una festa per tutti a “Casa Pellini” con panigacci di Podenzana, zucchero filato e ricco rinfresco. Accensioni delle luci di Natale con l’accompagnamento della Filarmonica: “Giuseppe Verdi” di Carrara. —

Paolo Cucurnia

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