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Fdi e il caso Vescovile: scelgano le famiglie non certo l’Unione
PONTREMOLI. Sulla polemica in corso in questi giorni in merito al mancato inserimento del liceo classico vescovile di Pontremoli in un opuscolo informativo sulle scuole preparato e diffuso dall'Unione di Comuni Montana della Lunigiana, ora interviene Emanuela Busetto, coordinatrice lunigianese di Fratelli d'Italia, secondo la quale l'opuscolo «dovrebbe contenere tutte le informazioni di tutte le scuole, comprese quelle private equiparate (com’è il caso del liceo vescovile di Pontremoli), altrimenti si perde l'obiettività dell'intento». L'esclusione dal depliant del liceo classico vescovile di Pontremoli - prosegue Emanuela Busetto - «è stata priva di discernimento e prive di ragionevolezza ci sono apparse le spiegazioni date dal presidente dell'Unione di Comuni, Roberto Valettini. La scuola è privata, non gestita dallo Stato, si regge autonomamente attraverso le rette pagate dalle famiglie degli allievi e saranno le stesse che, valutando le entrate finanziarie, decideranno se indirizzare i figli verso il privato o il pubblico. Non spetta certo né all'Unione dei Comuni né al suo presidente sostituirsi alla famiglia. Se, invece, la mancata visibilità è da attribuirsi a fantomatiche leggi ordinarie e costituzionali, è proprio l'art. 33 del supremo ordinamento a sancire che l'arte e la scienza sono libere e libero è il loro insegnamento. Enti pubblici e privati hanno lo stesso diritto ad istruire. Ma è quando si parla di difesa della scuola democratica che sorge il dubbio che coloro che sono considerati gli eredi naturali della nostra Costituzione, non ne conoscano l'essenza. In democrazia si sceglie, mentre questo opuscolo limita il libero arbitrio. Vogliamo, quindi, sperare che a breve il vuoto sul depliant venga colmato, lasciando ragazzi e genitori liberi di scegliere», conclude la coordinatrice lunigianese di FdI. Valettini aveva replicato alla levata di scudi di altri esponenti del centrodestra, sostenendo che l’esclusione del Vescovile dalla brochure dipende dal fatto che il Piano di educazione zonale non prevede gli istituti paritari ma solo le scuole pubbliche. —
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