Il dolore
Caffè e cappuccio, ma il Negroni qui è l’autentico “pezzo forte”
Il cocktail classico (e in dose classica) è fra i più apprezzati Tanti clienti affezionati: l’ora clou è quella dell’aperitivo
Dall'arredamento d'epoca, di inizio secolo scorso, all'adesione a varie iniziative con al centro Carrara; nel mezzo l'esposizione di quadri e il “piatto forte” della casa rappresentato dal cocktail “Negroni”. “Caffè bollente”, il gioco del Tirreno in collaborazione con Confesercenti, passa da via Verdi: più precisamente arriva al Bar Rudy (ex Svizzerino, per intenderci). «Il bar è grossomodo di inizio Novecento e ci sono ancora dei mobili dell'epoca: dalla vetrina in legno di castagno americano al bancone, più alto, proprio come usava nei bar di una volta. Già le persiane della porta d'ingresso sono “storiche” e volevo che il locale rimanesse proprio così», spiega Rodolfo Marchi, per tutti “Rudy”, che ha rilevato l'attività di via Verdi un paio di anni fa; dopo l'esperienza – ultradecennale – all'ex bar Pacha in zona stadio a due passi dal Liceo Marconi (da qualche anno chiuso) e dallo stadio dei Marmi. «Oramai sono qui da due anni: all'inizio c'è stato un momento d'impasse. Ho faticato un po' a ritagliarmi uno spazio, una mia clientela. Poi da quando hanno capito che da Rudy c'è sempre qualcosa, hanno cominciato a venire sempre più spesso», sorride Marchi. «La mia clientela di fatto è variegata, però il target individuato è di livello perché i piatti forti, vino e aperitivi sono di assoluta qualità», fa notare e rimarca. Su tutti? «Il mio Negroni, ricetta classica e dose classica. È questo sicuramente il nostro marchio di fabbrica», fanno sapere da via Verdi, direttamente dall'attività che rispetta – riepiloghiamo – i seguenti orari: tutti i giorni, dalle 6 alle 23; la domenica dalle 6 fino 13. «I miei clienti affezionati? Ne abbiamo abbastanza, sicuramente il giornalista Vittorio Prayer e il gallerista Fabio Cristelli sono tra gli habitué», continua Rodolfo Marchi, detto Rudy. La via dell'arte. Colazioni, aperitivi, karaoke estivo e post-cena, ma anche tanta arte. E d'altronde non solo gli arredi del bar si prestano, ma via Verdi più volte è stata definita come la “via dell'arte” del centro cittadino. Arte a partire dai quadri che si possono ammirare all'interno della sala del “Bar Rudy”. «Sono gli stessi artisti che arrivano e mi danno alcune delle loro opere, ecco perché spesso cambiamo varie tele, c'è una sorta rotazione». Qualche quadro di certo rimane sempre a “colorare” l'interno dell'attività commerciale. «Teniamo molto a questo aspetto, partecipiamo anche all'iniziativa “Lacost’vo” dell'artista Frank Breidenbruch e dell'associazione Made in Carrara – commenta Marchi –. Più generalmente sentiamo molto tante questioni del centro cittadino. Partecipiamo al progetto contro la violenza di genere del centro antiviolenza “Donna chiama donna” di Carrara. Inoltre siamo uno dei punti della raccolta firme contro l'abbattimento dell'ex Monoblocco promossa nelle scorse settimane dal Comitato Primo soccorso e Urgenza Carrara», fa il punto. Il bilancio e i parcheggi. Un bar storico del centro, insomma, con una nuova gestione da un paio di anni che è ripartito dal sapore di una volta degli arredi e si è ritagliato il suo spazio nel centro città tra caffè, aperitivi e una chiacchierata a suon di arte lungo via Verdi, davanti al cinema Garibaldi. «Aiuta sicuramente la stagione teatrale qui al Garibaldi. Un bilancio complessivo? Potrebbe andare meglio, perché Carrara ha delle potenzialità inespresse. Non ci lamentiamo, ma per invertire la rotta, a livello generale, ci vogliono idee chiare. Tanti miei clienti che arrivano specialmente la sera in orario da aperitivo si lamentano che non riescono a trovare un parcheggio. Ci sono tante macchine ferme, ma in giro poche persone...». —
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