Il Tirreno

IN TRIBUNALE

«Politeama di Carrara: il pilastro b4 non crollò, fu un cedimento»

«Politeama di Carrara: il pilastro b4 non crollò, fu un cedimento»

Una udienza tecnica per fare il punto di quanto avvenuto all’edificio storico di piazza Matteotti nel 2008. Numeri e calcoli: ecco la ricostruzione completa 

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CARRARA. Una ricostruzione che per la prima volta ha raccontato, numeri alla mano, le notizie sul peso che ha sopportato il tetto del Politeama durante gli anni. Un’udienza molto tecnica che è andata in aula, e nella quale è stata riesaminata la concessione della commissione edilizia sull’ultimo piano dell’edificio, ma dove è stata soprattutto ribadita una cosa: nel 2008 il pilastro b4 non crollò. Si trattò di un cedimento.. Va avanti dunque il processo sui due crolli, 2008 e 2011, dell’importante struttura cittadina. Dopo il cambio della giudice, adesso c’è Antonella Basilone, si è ricominciato ormai da più di un mese a sentire i periti. E se finora erano state riascoltate testimonianze già sentite, perché gli avvocati delle difese si erano opposti all’acquisizione delle testimonianze, ora si comincia a parlare di qualcosa di nuovo.

Un processo dove l’accertamento della verità è estremamente complicato. Più soggetti si sono succeduti e più istanze autonome, così che raccapezzarsi in un mare di documenti, autorizzazioni, passaggi non è facile. Anche la proprietà era frazionata. Anche a questo è servito il lavoro di ricostruzione del professor Morelli prima e poi del professor Ferretti, che nelle scorse udienze hanno fatto il punto sulla situazione storica dell’edificio. Ferretti è poi entrato nel merito annunciando i nuovi calcoli discussi nell’ultima udienza.

C’è stata poi l’audizione dell’agente di polizia giudiziaria che è stato chiamato a fare un po’ di ordine nel mare grande di questa documentazione.

Una sorta di bussola cronologica, una mappa per orientarsi in quello che messo foglio su foglio sarebbe un armadio enorme di carta. Un lavoro più tecnico che altro, ma che risulterà importante per avvocati, pm e giudici per cercare di fare chiarezza sulle responsabilità eventuali del crollo.

Si è anche tornati, come già nelle precedenti udienze tecniche, sul fatto che in origine il Politeama fu costruito con materiali inadatti probabilmente a resistere a lungo nel tempo. Cose che chiaramente in qualche modo darebbero qualche chance in più alle varie tesi difensive degli imputati.

Già in calendario le prossime udienze: saranno il 28 novembre, il 19 dicembre e il 23 gennaio.

Per i due crolli ricordiamo che sono finiti sul banco degli imputati: Nella Pasquini (assistita dagli avvocati Menconi e Borasi); Ugo Tolaini (avvocato Borasi); Claudio Bacicalupi (avvocato Barsotti); Cesare Marchetti (avvocato Pietrini); Maria Teresa Tongiani (avvocato Borasi e Menconi); Silvestro Telara (avvocato Tommasi); Laura Tufarini (avvocato Genovesi); Fabio Telara (avvocato Ferdinando Genovesi); Franco Bedini (avvocato Barsotti); Giuseppe Fruzzetti (avvocati Pietrini e Guidugli); Paolo Bugliani (avvocato Barsotti); Romano Caffaz (avvocato Barsotti). E intanto ricordiamo che per il reato di crollo colposo, la prescrizione è prevista dopo 15 anni (12 più tre per essere precisi). I crolli sono avvenuti nel 2008 e nel 2011.-

Il 28, è stato comunicato, saranno ascoltati l’ingegnere Fini e l’architetto Martelli. —

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