Italia
La terza via ambientalista nasce all’ombra delle Apuane
massa-Carrara. Una terza via che porti laddove tutti gli altri hanno fallito finora. Oltre liberalismo e marxismo, le due ideologie “in azione” nel ’900 che hanno fallito sull’obiettivo ambientale. Ed è all’ombra delle Apuane che il movimento ecologista vuole affrontare la politica senza sacrificare l’ambiente all’imperativo dello sviluppo. Nasce così il manifesto “Verso un’altra via: la Toscana del Buon Vivere”: una chiamata all’azione per chi è interessato, un manifesto politico che raccolga abbastanza consenso da trasformarsi in lista per le prossime elezioni regionali. Appuntamento a Firenze il 30 novembre al Parterre (sala dei marmi) alle 10.
Il manifesto programmatico traccia una netta linea di demarcazione con tutti quanto è precedente o contemporaneo nella politica italiana, «Tutte le forze politiche esistenti in Italia, oggi, sono figlie ed aderenti a culture provenienti dalle due vie fallimentari indicate. Sarebbe, perciò, un errore imperdonabile attardarci ancora su quelle vie o dare ancora alibi e fiducia a movimenti e forze politiche esistenti oggi nel Parlamento», si legge in un passaggio.
Il manifesto parte dalla Toscana, definita «culla dell’umanità», per cercare un riscatto alle istanze ecologiste nell’agone politico. «Noi, in Toscana, stiamo sperimentando il ritorno alla montagna, difficile, lento, faticoso ma inevitabile. Così, nelle città, stiamo sperimentando il ritorno alla “poca” terra che c’è», scrivono.
La proposta è «costruire un lavoro che inizi a pensare il salario non solo come denaro ma anche come servizi, soddisfazione, serenità di vita e di lavoro».
Nel documento si citano i grandi snodi di contrasto in regione tra ambiente e lavoro. In una prospettiva di riconciliazione, con però la priorità all’ambiente. «Sulle Apuane, a Piombino, nelle città, nelle periferie, sull’Amiata, ovunque, è sempre possibile lavorare, produrre, usare correttamente le risorse del territorio, non inquinare senza eliminare o fermare il lavoro. Nella Toscana è stato così per secoli: non esiste alcuno scontro fra bello ed utile».La Toscana insomma come patria di un ambientalismo politico basato «sul buon mangiare, bere, godere del bello, della filosofia, della scienza e dell’Arte nei tesori all’aperto delle nostre città e borghi, nella semplicità e pace del nostro paesaggio agrario, nella burla e allegria quello che, in ogni parte del mondo, ci invidiano: il Buon Vivere Toscano». —
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