Sicurezza
Il porto come motore industriale: il convegno Cgil
CARRARA. «I dati Irpet (Istituto Regionale Programmazione economica della Toscana, ndc) parlano di una provincia, la nostra, in cui cala il flusso turistico, crollano gli investimenti e aumentano disoccupazione e povertà. Ci vogliono politiche industriali mirate per cambiare rotta e il porto di Marina di Carrara diventa centrale». Il segretario generale provinciale della Cgil introduce così “Il ruolo del porto nello sviluppo provinciale”, il convegno targato proprio da Cgil e Filt-Cgil che si svolgerà domani (mercoledì) a partire dalle 9,30 a Marina di Carrara (nella sala conferenze dell'Autorità portuale) con vari interventi in programma.. A coordinare i lavori – che saranno introdotti da Stefano Casini Benvenuti (direttore Irpet Toscana) – proprio il segretario della Cgil Paolo Gozzani.
Il programma del convegno. Al dibattito interverranno quindi Carla Roncallo (presidente dell'Autorità di sistema del Mar Ligure Orientale), l'assessore Andrea Raggi, Vincenzo Ceccarelli (assessore regionale alle infrastrutture), Gianni Lorenzetti (presidente della provincia apuana), Dino Sodini presidente dell'ente camerale ed Enrico Manfredi (segretario generale Filt Massa Carrara); a chiudere ecco Claudio Guggiari (segretario confederale Cgil Toscana).
«La Toscana di costa soffre, siamo ultimi come provincia per capacità di produrre lavoro, con una struttura poco industriale – ha spiegato ancora Gozzani –. Servono maggiori politiche industriali. Le dismissioni nella zona industriale hanno lasciato nodi ambientali e occupazionali al territorio. Ecco perché in questa fase il porto assume un'importante centralità».
«La politica deve trovare soluzioni e sintesi tra le vocazioni del territorio che sono, ovviamente, marmo, industria e turismo», ha aggiunto. E, a loro volta, le attività portuali «non devono entrare in conflitto con gli operatori balneari». «Sicuramente dal convegno potranno uscire spunti importanti perché ci saranno tutti i soggetti chiamati a un confronto che passa attraverso temi ambientali, sociali e occupazionali», ha concluso il segretario anticipando l'appuntamento. I numeri dal rapporto Irpet.
Ma la presentazione della tavola rotonda con al centro il porto di Marina di Carrara e lo sviluppo dell'economia della zona, è stata l'occasione anche per fare il punto, dati Irpet alla mano, per Gozzani su cosa va e su cosa non va a livello provinciale.
«Si è ridotto il reddito disponibile delle persone. E questo significa maggior precariato e sempre meno contratti di lavoro a tempo indeterminato; ma anche maggiori conflittualità e divergenze. Per il 2017 Massa Carrara viene registrata come fanalino di coda come occupati: 36 su 100, contro i 44 regionali e i 40 nazionali e con il più basso Pil pro capite della regione, per il 2018». —
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