Il Tirreno

il colpo nel 2015 

Accusato di furto dai video, pochi però lo riconoscono Assolto edile quarantenne

L.R.D.
Accusato di furto dai video, pochi però lo riconoscono Assolto edile quarantenne

Le prove contro di lui basate perlopiù sui video di sorveglianza Ma molti parlano soltanto di somiglianza con l’imputato Già condannato per un altro fatto

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villafranca. Era l’unico finito a processo per un furto in un supermercato che risaliva a quattro anni fa. C’erano altri due coimputati, ma non sono andati davanti al giudice: irrintracciabili. Convinto di potere dimostrare la sua innocenza, visto che le prove contro di lui erano costruite sul riconoscimento di alcuni testimoni sulla base di alcune fotografie e di spezzoni di video. E alla fine il giudice Ermanno De Mattia ha stabilito che non è lui il colpevole di quel furto. E lo ha assolto.

Nessuno vide con certezza il momento del furto. Furono portate via diverse bottiglie di pregio e altri beni, per un bottino piuttosto cospicuo. È un periodo in cui altri colpi simili sono andati a segno nei supermercati della Lunigiana. Sembra che ci sia una banda che ha preso di mira il territorio.

L’uomo, un quarantenne di origini romene, verrà processato tempo dopo perché ritrovato in un’auto insieme a delle persone che avevano commesso un furto in un supermercato. Un brutto precedente per chi si ritrova una seconda volta sul banco degli imputati per un reato simile.

Allora però lui spiega e rispiega di essere finito sull’auto casualmente. Aveva chiesto un passaggio a persone che conosceva ma non aveva preso in nessun modo parte a quel furto. Non fu creduto.

In aula ieri ha parlato anche l’ispettore che ha condotto le indagini. Conferma che dopo i sopralluoghi nessuno dei commessi aveva detto di aver visto il video. Il furto infatti era stato scoperto dopo aver dato un’occhiata alle telecamere: mancavano parecchie bottiglie di champagne e altri beni.

Tramite la comparazione delle immagini con l’uomo alcuni lo riconoscono. “Potrebbe essere stato lui”. La procura si convince che che sia il colpevole.

E ieri, oltre all’investigatore, è lui a parlare. Non ha alibi per quel giorno, non ricorda con chi fosse. Viaggia da Genova, è un edile. Non può ricordarlo ma di una cosa è sicuro: non era al supermercato.

La difesa fa notare come molti riconoscimenti siano stati parziali: c’è chi ha parlato di somiglianza, chi prima lo riconosce e poi si confonde, chi lo riconosce in foto ma non in aula.

In ultimo il tribunale ha deciso di assolverlo. Il pm aveva chiesto 8 mesi di carcere. —

L.R.D.

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di Redazione web