Il Tirreno

Un boato: in un minuto la tromba d'aria distrugge due locali e fa quasi un milione di danni

Luca Barbieri
Un boato: in un minuto la tromba d'aria distrugge due locali e fa quasi un milione di danni

Spazzati via a Carrara i ristoranti del bagno Polda (aperto a giugno) e quello dell’hotel Atlantic dove è stato scoperchiato anche il tetto

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CARRARA. Un minuto. Alcuni sostengono probabilmente anche poco meno. Poi un forte boato. La tromba d'aria che ha devastato una porzione del litorale si è portata via anche il ristorante del bagno Polda e l’hotel Atlantic.

La devastazione

Da ieri mattina al “Narciso”, ristorante gourmet dello stabilimento balneare “Polda”, sarebbero partite anche le colazioni. Una tromba d'aria ha messo in ginocchio lo stabile, la zona nuova, quella del ristorante. Ieri mattina la titolare, Valeria Dell'Amico, si è trovata prima a fare una conta provvisoria dei danni, poi, senza sosta, a provare a riordinare idee, locale e a rimboccarsi le maniche con gli operai per tamponare le parti del tetto scoperchiate, per metterci delle coperture provvisorie. A essere maggiormente danneggiate sono le strutture della terrazza, la parte nuova del ristorante, gli impianti elettrici e il parcheggio dello stabilimento. «Ieri molto presto qui c'era mio padre. Quando sono arrivata dal parcheggio si capiva l'entità del fenomeno - spiega Valeria -. Avevo le ordinazioni del pranzo dovevo partire con le colazioni in riva al mare perché abbiamo la licenza per aprire tutto l'anno», si rammarica. «Nell'agosto del 2015 non fu così, abbiamo avuto danni, ma l'entità fu minore: questo è un tornado. A livello economico è ancora presto, ma si supera quota 100 mila euro di danni. Ho aperto quest'estate – racconta – il 22 giugno: 8 dipendenti, una cucina gourmet, il mio angolo dei vini; questa parte era praticamente tutta nuova». Lei, pasticcera e chef, da trent'anni allo stabilimento di famiglia. E da qualche mese il sogno di un ristorante in riva al mare e non solo: proprio come il vicino Doride dare l'opportunità ai clienti di godersi il mare per tutto l'anno, dall'autunno. Valeria guarda le foto del suo locale in piena estate: «Ci ho impiegato 300 mila euro grossomodo, adesso devo rifare il parquet, c'è da intervenire sugli impianti elettrici, risistemare qui il ristorante e la terrazza», prova a fare il punto. Di sicuro la tromba d'aria non ha spazzato via la sua forza di volontà e anche il sorriso che però è amaro: «Sto lavorando senza sosta da ore», dice in mezzo alla sala con le sedie accantonate e i teli. «Ora è presto, però io vorrei ripartire subito: quello che chiedo alle istituzioni in questo momento è di non lasciarci soli».

L’hotel atlantic

Pochi metri dal “Polda” eCCO l'Hotel Atlantic: qui si è scoperchiato il tetto e la sala da pranzo, lato Nettuno, di fatto non esiste più. Difficile quantificare i danni: ma sono oltre centinaia e centinaia di migliaia di euro. L'insegna, per metà, non si legge. Anche qui sono al lavoro dall'alba per non perdere tempo prezioso. «Menomale che non c'era nessuno, perché siamo chiusi in questa stagione», precisa subito il titolare che si è precipitato sul posto non appena è arrivata la chiamata dei Vigili del Fuoco. «Erano le 5, credo, poco prima. Si può ben vedere lo stato delle cose, ora siamo al lavoro per tamponare la parte di tetto che ricopre l'area delle camere, mentre la sala da pranzo è distrutta e la tromba d'aria è stata così forte che alcuni pezzi del tetto non solo sono arrivati sugli alberi e nella zona circostante, ma anche verso il viale Colombo». La strada – viale Vespucci, la parte dall'Orsa Maggiore al Bagno Unione – è stata chiusa, così come le vie d'accesso all'area, per sicurezza e per le operazioni di bonifica per via del materiale del tetto: «Appena sono arrivato ho chiamato l'azienda per lo smaltimento». —

 

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