Il Tirreno

I NODI DA SCIOGLIERE 

Per i beni estimati niente gara nemmeno fra vent’anni

A.V.

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carrara. Il nuovo regolamento è pronto e si appresta al percorso che lo porterà, entro fine anno (almeno questo è l’auspicio) alla votazione in consiglio comunale. Ma resta da sciogliere il nodo dei beni estimati: sulle porzioni di cava di proprietà c’è un giudizio pendente e l’attesa per un atto di legge nazionale. Nel frattempo se il sito estrattivo ha più del 50% di bene estimato non andrà a gara, nemmeno nel 2041.

Una rivoluzione, quella annunciata sul sistema marmo, che, dati alla mano, vedrà i suoi frutti - e i suoi effetti più impattanti - fra una ventina di anni quando nel sistema del marmo carrarese arriverà la gara per le concessioni.

E, soprattutto, una rivoluzione che, ancora una volta, decreta che le cave possono essere proprietà privata. «Non possiamo mettere nel regolamento comunale qualcosa che va contro quanto stabilito dalla normativa regionale- ha chiarito Matteo Martinelli - Quella sui beni estimati è una questione aperta, ci aspettiamo una svolta a favore del Comune».

A chi fa notare al vicesindaco che, in campagna elettorale (e dai banchi dell’opposizione) la questione dei “beni estimati” era stata sbrigata dai 5 Stelle con un futuro, e semplice, provvedimento comunale per risolvere il nodo delle cave private Martinelli se ne è uscito con un laconico: «Mai detto una cosa simile».

le concessioni

Il regolamento targato 5 Stelle ha già fatto un primo passaggio nella commissione consiliare marmo. E, in sede di presentazione, riguardo alla alla durata delle concessioni, Martinelli ha anticipato i tempi.

«Si parte da un minimo di 13 anni a cui si aggiungono 2 anni se l’attività si dota delle certificazioni Emas, ovvero attestazioni che confermano il rispetto di alcune prescrizioni a tutela dell’ambiente. Noi abbiamo aggiunto altre premialità, fino ad arrivare a una durata massima della concessione di 25 anni (in ottemperanza alla legge regionale 35/2015): queste sono legate alle ricadute sociali sulla città e saranno assegnate alle aziende che produrranno impatti positivi su ambiente e occupazione, creando posti di lavoro non solo nelle attività caratteristiche del settore, quali escavazione e lavorazione, ma anche in altri comparti complementari sempre correlati al bene marmo in tutte le sue declinazioni».

l’iter

Secondo le scadenze indicate dalla Regione Toscana il Regolamento degli agri marmiferi dovrebbe essere approvato entro fine anno, anche se questo non è un termine perentorio e l’amministrazione conta di riuscire a stare nei tempi.

Contestualmente procede l’introduzione del sistema di tracciabilità “blocco per blocco”: dagli uffici fanno sapere che mancano solo alcuni passaggi burocratici e formali e, a partire da gennaio, potrà iniziare la fase di sperimentazione. —

A.V.



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