Attenzione
Menconi: l’arbitraggio? Fu un po’ strano
In campo anche Gigi Podestà: «Fui espulso ingiustamente» E il ds: «Meno male che non riuscì lo sgambetto a Meschini»
CARRARA. Gigi Podestà fu espulso in quel Carrarese-Spezia; gli azzurri erano in dieci, l'arbitro Meschini decise che sia lui che Sassarini dovessero andare anzitempo negli spogliatoi per reciproche scorrettezze. "Ma io non avevo fatto niente..."; azzurri in nove, Spezia in dieci, poco dopo il pari ospite; dopo una manciata di minuti, il terzo rosso, a Bonni, e il secondo gol dello Spezia che scatenò la rabbia dei tifosi. "Ricordo bene quella partita e quella stagione - racconta Podestà, terzino sinistro di grande tecnica - ero a Modena, Bruno Pace mi chiese di restare perché avevano fatto la squadra per vincere il campionato, ma io mi lasciai convincere da Ottavio Bianchi, ebbi garanzie che Nelso Ricci avrebbe fatto una squadra forte e infatti la rosa era davvero competitiva, poi però dopo otto giorni Bianchi se ne andò, ebbe problemi con il presidente Brambilla, e comunque se non ci fosse stata la partita con lo Spezia probabilmente avremmo potuto vincere lo stesso la C2; è vero che diedero solo due giornate di squalifica al campo dopo l'invasione, ma poi nel resto del campionato ci furono varie altre decisioni un po' strane. La partita? Già era un derby, e poi nello Spezia c'era Bongiorni, di Massa, che contribuì a far salire la tensione. Alla fine, gli è andata bene a loro... ". In effetti lo Spezia salì in C1 con 8 punti in più della Carrarese (la vittoria valeva due punti), da seconda in classifica dietro al Prato, scavalcando la Rondinella penalizzata di sei punti; azzurri sesti con 36 punti. Podestà in quella stagione fu quinto per presenze, dietro a Deogratias, Domenicali, Bonni e Cini; 29 gettoni per lui come per Frediani e Gian Piero Menconi; poi Racchetta, Manica, Giansanti, Quagliaroli e gli altri; Discepoli fu condizionato da un infortunio e si fermò a 15 presenze e 2 reti, un giovanissimo Paolo Corsi a 11 e una rete. Mancava un bomber: segnarono ben 18 diciotto giocatori, un'emormità, ma il top scorer fu Quaglioroli con 5 reti.
"Sì, Nelso aveva costruito una squadra fortissima, fisicamente e tecnicamente, ma sia in quella partita che in altre gare successero cose strane e così non siamo andati su. Contro lo Spezia, fui sostituito da Cini a una decina di minuti dalla fine, e ricordo bene che insomma, a me sembrava proprio un arbitraggio a senso unico. I nostri tifosi erano esasperati", ricorda Gian Piero Menconi.
Direttore sportivo, come detto, Nelso Ricci: "Eravamo a seguirla dove il sottopassaggio io, Corrado Orrico perché la serie A era ferma e quindi non era a Udine, e Marco Ricci. L'arbitro in effetti fu favorevole alla Spezia, dopo l'ultima espulsione di Bonni e poi la rete dello Spezia subito dopo ci fu l'invasione. Ricordo tutto: a un certo punto, un nostro dirigente cercò di fare lo sgambetto a Meschini; se gli fosse riuscito, e lui fosse caduto in terra, non so come sarebbe andata a finire". Meschini prese un'ombrellata, rimase sotto assedio, poi riuscì ad andarsene dopo due ore. —M.B.
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