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“Il corpo è un livido”: a palazzo Rosso in mostra la violenza di genere

“Il corpo è un livido”: a palazzo Rosso in mostra la violenza di genere

Le immagini di cinque fotografe di caratura internazionale Oggi il vernissage, la rassegna aperta fino al 1° dicembre

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MASSA. Si celebrerà in tutto il mondo, il 25 novembre, la giornata internazionale dichiarata dall’Onu a favore dell’eliminazione della violenza contro le donne. Ed è proprio legata a questa data la mostra che si inaugura nelle sale della ex presidenza del Palazzo Ducale di Massa – il vernissage è oggi alle 18 – con un titolo che narra già tutto “Il corpo è un livido”. Resterà aperta tutti i giorni fino al 1° dicembre dalle ore 16 alle 19.

Curata da Davide Di Maggio e Nerina Toci, la mostra è promossa e organizzata dall’associazione Quattro Coronati e raccoglie le opere, soprattutto fotografiche, di cinque artiste di caratura internazionale: Diane Arbus, Nan Goldin, Shirin Neshat, Gina Pane e Francesca Woodman.

«La Provincia sostiene iniziative come questa che supportano culturalmente le azioni contro la violenza alle donne – ha dichiarato il consigliere provinciale Stefano Alberti. Ci sono stati importanti risultati grazie all’impegno dei movimenti femminili che hanno sostenuto un freno normativo alla violenza di genere come sullo stalking e quella che ha ratificato la Convenzione di Istanbul per la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Nel nostro territorio, purtroppo, abbiamo registrato eventi efferati, ma possiamo anche notare dalle piccole cose di ogni giorno che c’è molto da lavorare e questa mostra assume una particolare importanza da questo punto di vista».

«Abbiamo messo insieme le opere di artiste molto conosciute nell’ambito dell’arte contemporanea – ha dichiarato Daniele Lucchesi dell’associazione Quattro Coronati – che hanno sempre trattato il tema della donna all’interno della società e di come è sfruttato soprattutto il corpo, fatto che finisce con il collocarla in un piano inferiore in un ambiente decisamente maschilista. È stata una scelta complessa quella delle immagini perché alcune mostravano corpi femminili che avevano subito violenza: immagini forti e dirette che potevano suscitare obiezioni. Abbiamo preferito poi foto che rappresentano l’aspetto psicologico della violenza subita e quello che il corpo vuole dimostrare per non essere considerato diverso, anche se è strano pensare che le immagini possano essere violente a differenza di chi invece la violenza l’ha subita veramente».

Nel calendario della mostra è previsto anche un evento proprio per il 25, alle 17,15, con la presentazione del libro di Angela Maria Fruzzetti “Giardini d’inverno”, il racconto di alcune donne, a cui l’autrice assegna il nome di alcuni fiori, che rinascono dopo aver subito forme di violenza. Sarà possibile ascoltare dalla voce di attori della compagnia teatrale di Matteo Ciucci alcune letture di brani tratti dl libro. —



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