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il caso 

Da undici giorni senz’acqua potabile Bedizzano protesta anziani in difficoltà

Alessandra Poggi
Da undici giorni senz’acqua potabile Bedizzano protesta anziani in difficoltà

Tanti disagi per gli abitanti costretti a usare taniche e bottiglie Parte una petizione, Gaia: intorbidimenti colpa delle forti piogge

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CARRARA. Senz'acqua potabile da undici giorni, sono costretti a lavarsi con l'acqua in bottiglia scaldata nelle pentole, mangiare nei piatti di plastica e fare le lavatrici a casa di amici, o a pagamento, ma fuori dal paese. Sono solo alcuni degli inconvenienti che da ormai due settimane caratterizzano la vita degli abitanti di Bedizzano. Per la precisione dal 4 novembre scorso, a seguito dell'ordinanza cautelativa firmata dal sindaco Francesco De Pasquale, che ne ha vietato l'uso alimentare e per l'igiene della persona. Ma due settimane sono troppe e le autobotti che Gaia manda in paese ogni due giorni non limitano i disagi. Per questo i paesani hanno deciso di fare una petizione popolare, anche perché sostengono "paghiamo anche le spese di depurazione, che di fatto non ci sono".. Gli abitanti si sono riuniti per discutere le azioni da intraprendere nel teatrino della Madonna, in vista della "battaglia contro Gaia, il comune e la Asl". I residenti, infatti, precisano che: «l'acqua torbida mista a terra esce così dai rubinetti quando piove ormai da dieci anni, dai tempi dell'ultima alluvione». Insomma, disagi e maggiori spese, come per esempio quelle per l'acqua in bottiglia, scaldare le pentole per lavarsi, comprare piatti e posate di plastica, pagare lavanderie a gettoni e la benzina per venire a Carrara.

Elisa Cadeddu è tra le promotrici della petizione: «Oltre al disagio - dice -siamo costretti a comprare casse e casse d'acqua per poterci lavare, piatti e posate di plastica, accendere il gas per scaldare l'acqua. Tutte spese in più che non ci rimborsa nessuno. Sì è vero che Gaia manda le autobotti, ma in paese ci sono tanti anziani e quando piove per loro portare due taniche d'acqua e l'ombrello è impossibile».

Anche Anselmo Ricci parla del problema degli anziani: «In paese ci sono molte persone anziane che già normalmente non riescono a portare una tanica d'acqua, figuriamoci quando piove e hanno l'ombrello. L'ultima volta che pioveva sono andato io per tutti gli anziani e le signore del mio palazzo. Il problema - prosegue - è che l'acquedotto è tenuto malissimo, circondato da vegetazione e terra, non è nemmeno sicuro visto che il cancello è rotto e possono entrare tutti. Da quel che sappiamo è dal 2003 che non cambiano i filtri, e sono scadute anche le tubazioni. Una vergogna visto che paghiamo anche il servizio di depurazione. E per di più nella giornata di ieri le autobotti non si sono viste».

Così anche per Fabio Testi: «Paghiamo un servizio inesistente, io in bolletta questo mese ho 38 euro di servizio depurazione. E dove è la depurazione che dai rubinetti esce il fango? A Bedizzano paghiamo per il fango».

Problemi anche per le attività del paese: come al bar dal Monzino di Carlo Attuoni: «Ho dovuto comprare un prodotto speciale per usare la lava-tazze,ma a lungo andare mi hanno detto che potrebbe rovinare la macchina visto che è corrosivo. Problemi anche con la macchina del caffè,che sì ha dei filtri ma la terra potrebbe danneggiarla irrimediabilmente».

Intanto da Gaia fanno sapere che: «la non potabilità dipende da un intorbidimento delle sorgenti a causa delle forti piogge. Presto i nostri tecnici e responsabili incontreranno l'amministrazione comunale per studiare una soluzione. Per togliere la non potabilità dobbiamo aspettare le contro analisi della Asl». —

Alessandra Poggi

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