Il Cai: «La marmettola sta uccidendo i fiumi»
La commissione Tam del Club alpino legge i dati dell’Arpat
e dice: per noi niente di nuovo, da anni chiediamo interventi
MASSA. Il risultati delle analisi di Arpat sull'inquinamento delle acque a causa dei residui di lavorazione dell'escavazione del marmo – la famigerata marmettola – non stupisce la commissione tutela ambiente montano (Tam) del Cai: cose denunciate da anni.
«Per noi della Tam del Cai, sesione di Massa "Elso Biagi" – dice Nicola Cavazzuti a nome della commissione – niente di nuovo, ma una amara conferma della disastrosa situazione ambientale dei nostri torrenti, dei nostri canali e di tutte le acque, anche di quelle che scorrono nel sottosuolo. Abbiamo esposto i medesimi argomenti anche in sede di commissioni consiliari del Comune di Massa, tentanto di far capire la gravità della situazione. Abbiamo sempre denunciato questa situazione di criticità che non nasce oggi ma caratterizza il nostro territorio da decenni. Ma purtroppo non siamo mai stati ascoltati, anzi spesso siamo stati additati come coloro che volevano togliere lavoro riproponendo la falsa contrapposizione tra ambiente e lavoro. Oggi le nostre "visioni" trovano una conferma scientifica, trovano la prova concreta di analisi, trovano nella relazione di Arpat un messaggio chiaro: la nostra società sta uccidendo i fiumi che da sempre sono elemento essenziale e imprescindibile per la vita».
Ma il Tam Cai solleva anche la questione di chi deve intervenire: «Ci domandiamo cosa faranno le istituzioni che a vario titolo sono interessate. Ci domandiamo cosa faranno le amministrazioni comunali che fino ad oggi non hanno messo in atto alcun presidio concreto per il contenimento di questo inquinamento. Ci domandiamo come possa essere compatibile con queste analisi di Arpat l'annuncio da parte del Comune di Massa dell'apertura di nuove cave oggi dismesse, cioè di nuove potenziali fonti di inquinamento. Ci domandiamo come la Regione possa essere ancora convinta del Piano regionale cave che ha da poco approvato visto che basa il finto contingentamento sulle esigenze del mercato e non sulla tutela ambientale. Ci domandiamo inoltre quale saranno d'ora in avanti le attenzioni del Parco Apuane sulle autorizzazioni ambientali richieste dalle normative: la stragrande maggioranza delle cave massesi sono in territorio parco».
Per la commissione del Cai, insomma, devonoo finire i tempi “pilateschi” e chi ha responsabilità deve intervenire in modo deciso e definitivo per interrompere l'inquinamento dei torrenti. «Gli strumenti, le leggi, gli studii sono a disposizione, occorre solo decidere se si sta dalla parte di chi inquina o dall'altra». —
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