Gioco
Isoppi: la Fondazione pronta a dare appoggio a idea di vasto respiro
«Dobbiamo fermare il pessimismo dilagante, dopo l’ascolto dovremo riunire un tavolo operativo e fare rete»
CARRARA. L'idea è ancora in fase embrionale, ma è già dotata di alcuni tasselli chiave: un questionario tra la cittadinanza e l'individuazione di un progetto di ampio respiro. Le risorse? La Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara sarebbe pronta a fare la sua parte, di fronte infatti a un progetto in grado di rilanciare la città. Purché, precisa il presidente Enrico Isoppi, ci sia una «strategia» chiara all'orizzonte. È questa una delle proposte "uscite" da palazzo Binelli per il convegno “Il centro storico di Carrara sogni, visioni, idee, innovazioni, azioni”, organizzato dal Coordinamento per il Palazzo Rosso di Carrara e dalla “Commissione smart city” dell'ordine degli ingegneri provinciale in collaborazione con la Fondazione della Cassa di Risparmio di Carrara, svoltosi lunedì.
«Progetto strategico per la città». «Intanto tutte le relazioni che mi hanno preceduto sono state molto interessanti. Sicuramente, come centro storico, siamo in buona compagnia. Non siamo gli ultimi della classe», analizza il presidente Isoppi che prosegue: «Ci sono tanti centri storici in difficoltà, anche più grandi come Bologna e Firenze. I problemi? I medesimi, con le dovute proporzioni: viabilità, residenze datate e il nodo urbanistica». Un intervento, quello di Isoppi, contro il dilagante «pessimismo», anche perché, fa notare «possiamo contare su un numero interessante di associazioni fatte di grandi professionisti e, nel centro, una serie di palazzi e musei».
Poi il supporto a un progetto. «Da quest'anno la Fondazione è pronta, anziché tramite finanziamenti a pioggia, a mettersi attorno a un tavolo e dare una priorità in un intervento, un progetto, di ampio respiro, richiesto dalla città. Possa essere su un centro di aggregazione, sulla rete museale o su una struttura. Ovviamente dobbiamo valutare per la fase d'ascolto, penso a un questionario. Ci dobbiamo riunire in un tavolo operativo». Le parole d'ordine? «Strategia e fare rete, perché il convegno deve essere un inizio», auspica il presidente.
La giornata di studi era composta da un fitto programma che declinava la macro-questione del centro attraverso tanti punti di vista. Tra le idee “lanciate” dalla sala di palazzo Binelli quella di una tapis roulant fatto di pannelli solari dalla Carriona a via Verdi, passando per piazza Alberica e quella di «una città outlet-turistica» facendo leva sui numerosi fondi sfitti. Entrambe arrivate dall'ingegnere Giovanni Giromella, vice del Coordinamento per il Palazzo Rosso. Come quella degli orti urbani, considerati sia l'avanzato «abbandono degli spazi coltivabili» sia un «eccessivo frazionamento» di questi ultimi. «Il Comune deve contattare i proprietari dei vari appezzamenti, partendo da quelli più estesi non utilizzati e contigui e trattare con questi un sistema che ricorda il vecchio “livello” - ha avanzato Giromella -. Le varie proposte devono e possono soddisfare i contraenti perché, intanto, il proprietario, ad accordo avvenuto, non perde la proprietà, ma solo il possesso per un tempo da stabilire. La scelta indicata di partire dalle proprietà più estese è legata alla necessità di creare unità economicamente sostenibili allargabili ai lotti finitimi. Creare cooperative di lavoro e di commercializzazione con pilotaggio delle varie produzioni». —L.B.
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