Il Tirreno

Aperitivo segreto e tanta qualità Ecco lo storico bar Arlecchino

Alessandra Poggi

Fondato nel 1955, punta sul caffè Illy. E la ricetta top secret potrebbe anche essere imbottigliata ed etichettata

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CARRARA. Per prepararlo servono cinquanta litri di alcolici e la ricetta è rigorosamente top secret. Parliamo del famoso aperitivo Arlecchino, che prende il nome dall'omonimo bar - pasticceria della galleria di via Roma. Se l'era inventato nel lontano 1955 (anno di apertura dell'attività) Mario Benedetti, che assieme alla moglie Vittoria Capocchi ha gestito l'Arlecchino per decenni. Anche se la ricetta l'aveva perfezionata Elio Fabrizi, il marito dell'attuale proprietaria Manuela Benedetti, giocatore e allenatore di basket, presidente del Coni provinciale, figura di primo piano dei Veterani dello sport e molto altro, scomparso nel 2017. L'aperitivo Arlecchino è famoso tra gli amanti degli aperitivi un po' particolari, e l'unica cosa che riusciamo a scucire a Manuela Benedetti è che è a base di Martini, per il resto non c'è storia La ricetta è un segreto di famiglia e viene tramandata di generazione in generazione. Oggi lo prepara direttamente Manuela, seguendo passo passo la ricetta segreta.

Un must che la famiglia Benedetti sta pensando di imbottigliare ed etichettare, un progetto ancora in fase embrionale ma che piace tanto a Manuela. Una ricetta che non era stata svelata neppure al mitico barista Beppe Capocchi originario di Montecarlo di Lucca (cognato di Mario Benedetti), che dietro il bancone dell'Arlecchino c'era stato per oltre cinquant'anni, festeggiando proprio nel 2008 le nozze d'oro con il bar. Aveva iniziato a lavorarci nel 1958.

L'Arlecchino è famoso anche per il suo caffè, rigorosamente Illy e per i suoi prodotti di pasticceria. In particolare i panettoni artigianali, che lo scorso anno hanno vinto il primo contest rivolto ai professionisti toscani del settore, organizzato dalla Scuola Tessieri. Ma chi frequenta il bar - pasticceria Arlecchino sa bene che tutti prodotti sono eccellenti e realizzati spiega Manuela Benedetti, «con prodotti di prima qualità». Questo locale fa anche servizio rinfreschi, produzione di torte per cerimonie, servizio a domicilio e spesso organizza eventi culturali o legati alle attività di aggregazione.

Il pasticcere è Andrea Cecchi. All'Arlecchino ci lavorano anche Sabrina Baldi, Alessandra Ambrosini (da 32 anni) ed Eleonora Giampietri. A loro il compito di stare dietro bancone del bar o girare tra i tavoli per prendere i vari ordini dei clienti. Come sempre, invece, dietro al banco della pasticceria troviamo la signora Manuela, intenta a servire salati o confezionare vassoi di paste e pasticcini. Un bar frizzante con personale qualificato e «sempre sorridente» precisa Alessandra Giampietri e «dove i clienti sono come amici». Il nome Arlecchino è nato un po' per caso; era il 1955 e la famiglia tra le varie proposte vide nel nome di questa maschera carnevalesca l'ideale per contrassegnare questa nuova attività. All'inizio il locale era più piccolo, in particolare l'area riservata al laboratorio. Adesso è molto grande e spazioso. Venne allargato molti anni fa inglobando i locali che un tempo erano le celle frigorifero del "bananaio" di via Roma. Questo locale si è sempre contraddistinto per aver coniugato la pasticceria con l'arte, lo sport, mostre e convegni di interesse pubblico, Come per esempio la mostra sull'epica impresa di Abu Sinbel. In particolare ai tempi di Elio Fabrizi, cestista, coach e professore di educazione fisica allo Zaccagna, che dopo la pensione si dedicò ad organizzare questi eventi. —

Alessandra Poggi

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