Italia
Spino Fiorito, indagine chiusa con archiviazioni e sanzioni
L’ex sindaco Volpi risolverà pagando un’oblazione inferiore ai 2mila euro Attende la decisione del pm il comandante della polizia municipale Della Pina
Si può ritenere conclusa la vicenda giudiziaria dello Spino Fiorito che aveva portato la procura di Massa a indagare sei persone per una presunta irregolarità nel certificato di prevenzione incendi. È arrivato infatti l’avviso di conclusione delle indagini a quattro delle sei persone coinvolte sono stati recapitati in questi giorni i decreti di archiviazione. Rimangono aperte le posizioni dell’ex sindaco Alessandro Volpi e del dirigente comunale Fernando Della Pina, che appaiono però molto alleggerite. Nel caso di Volpi infatti la difesa ha già stabilito una linea: si pagherà un’oblazione, definendo in via amministrativa la situazione. Una cifra peraltro modesta, inferiore ai duemila euro. La difesa di Dalla Pina invece attenderà le eventuali decisioni della procura prima di stabilire come comportarsi.
Il procuratore capo facente funzioni, Marco Mansi, ha pertanto deciso di archiviare la posizione di quattro persone: il dirigente comunale Fabio Mercadante, l’ex comandante della polizia municipale Santo Tavella, il direttore di Coldiretti Vincenzo Tongiani e la presidentessa dell’Istituto di Valorizzazione dei Castelli Maria Cristina Volontè.
Attende invece la fissazione di un’udienza per determinare l’oblazione il legale Alessandro Maneschi, che assiste l’ex sindaco e attuale consigliere comunale Alessandro Volpi. La decisione di procedere in questo senso tecnicamente fa sì che si estingua la possibilità di accertamento dell’illecito, essendo quello contestato un reato contravvenzionale.
L’inchiesta, portata avanti per mesi, era partita da un’informativa dei vigili del fuoco nella quale si contestava la mancata presentazione al comando provinciale del certificato prevenzione incendi del Castello Malaspina, dove si è abitualmente svolta la manifestazione biennale.
«Attendiamo le determinazioni della procura - fa sapere invece Umberto Zangani, l’avvocato di Della Pina - anche se il mio assistito è indagato per una posizione marginale. Era dirigente ma non ci sono firme sue su atti né nulla di simile. Se ci sarà rinvio a giudizio valuteremo se procedere con un’oblazione o andare a processo. Ho presentato di recente delle memorie difensive. E se la procura archivierà chiaramente sarà diverso».
Nel giudizio ordinario, la richiesta di oblazione sulla base dell'imputazione originaria può essere effettuata fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento.
Di Spino Fiorito ora si tornerà a parlare in termini di organizzazione. Come scritto infatti sull’edizione di ieri de Il Tirreno, la possibilità di rifare la manifestazione al castello Malaspina pare definitivamente tramontata per via dei limiti imposti della direttiva Gabrielli sulle manifestazioni pubbliche. Nel 2018 questo aveva comportato un ingresso al castello a turn-over, con file in piazza Mercurio tra i partcipanti in attesa dell’uscita di chi era dentro.
Il sindaco Francesco Persiani ha ribadito l’intenzione, già annunciata durante la campagna elettorale, di portare la manifestazione in piazza. «Ritengo che piazza Mercurio e piazza Aranci possano ospitare Spino Fiorito, siamo a lavoro per trovare una soluzione in questo senso. Dobbiamo parlare con gli organizzatori, ma per noi è una strada percorribile». —
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