Italia
Castagne, è una stagione d’oro: la produzione cresce del 30%
Secondo i dati di Coldiretti va peggio al miele: anno drammatico per l’acacia, meglio è andata per la varietà millefiori. «Gravi ripercussioni per le aziende»
AULLA. Tante castagne e tanta farina, ma poco miele. Se i castanicoltori possono sorride, gli apicoltori non possono fare altrettanto. Dopo alcune annate sottotono, anche a causa della presenze del parassite cinipide e delle bizzarrie climatiche, la stagione delle castagne in Lunigiana sarà generosa e in salute. Meno quella del miele che registra pesanti riduzione di produzione soprattutto per l’acacia. Secondo il monitoraggio di Coldiretti in Lunigiana si raccoglierà più castagne, nel complesso, rispetto allo scorso anno, anche fino a 30%. Un andamento in controtendenza rispetto al panorama nazionale dove il trend di raccolta è stimato in un 30% in meno. . «In molte zone della Lunigiana la produzione è molto alta. L’andamento è a macchia di leopardo e questo è comprensibile. – analizza Francesca Ferrari, presidente Coldiretti Massa Carrara – e anche la resa, ad una prima analisi, sembra essere molto buona. Nel complesso la stagione è stata fino a qui molto incoraggiante. Il cinipide è ancora presente ma la lotta biologica, con i lanci dell’antagonista, sta dando i frutti sperati. Questa annata è salva». La castanicoltura si è in sostanza rimessa in moto rispetto agli anni passati, un po’ magri quanto a raccolto. La farina Dop della Lunigiana è tra l’altro una delle cinque Dop della Toscana, e una delle eccellenze del paniere apuo-lunigianese. «È tutt’oggi una importante integrazione al reddito delle famiglie e delle aziende agricole – spiega ancora Ferrari - che stanno tornando ad investire e crederci anche per alimentare l’importante filiera della farina Dop».
Molto diversa invece l’annata del miele, altra specialità lunigianese. Per l’acacia la stagione è drammatica con una produzione quasi azzerata a causa di un maggio freddo e anomalo che ha quasi lasciato morire di fame le api: secondo il Consorzio di Tutela del Miele Dop della Lunigiana è la peggiore stagione della storia per l’acacia. Un po’ meglio è andata per la varietà millefiori. «Al caldo e siccità nei primi mesi primaverili sono seguite copiose precipitazioni, unite ad un significativo calo termico per buona parte del mese di maggio che hanno compromesso le fioriture mentre nell’estate bollente si sono verificate violente ondate di maltempo. Le api non hanno avuto la possibilità di raccogliere il nettare e il poco miele che sono riuscite a produrre lo hanno mangiato per sopravvivere con il risultato è che quest’anno la produzione risulterà molto ben al di sotto delle aspettative con gravi ripercussioni sulle aziende agricole e sulla commercializzazione soprattutto del Dop che non basterà per soddisfare le richieste crescenti del mercato», chiude il presidente provinciale dell’associazione degli agricoltori. —
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