Gioco
Assolto in Cassazione: Barani non fece accordi per avere i rimborsi
villafranca. Depositate in Cassazione le motivazioni della sentenza che ha annullato la condanna dell’ex senatore Lucio Barani e dell’ex dirigente dell’ufficio finanze del comune Alfeo Bragoni per i falsi rimborsi perché il fatto non costituisce reato. L'accusa per l’allora sindaco e parlamentare Barani era di avere presentato, come sindaco, richieste di rimborsi per spese di trasferta e rappresentanza non dovute e di aver ottenuto indebitamente i rimborsi tramite Bragoni.
Era il 2009 ed erano venuti fuori durante la campagna elettorale. A fare scoppiare il caso l’esposto presentato da una lista concorrente che segnalava un utilizzo di risorse pubbliche smodato e poi rimborsato. Viaggi e spostamenti che secondo l’esposto arrivarono alla notevolissima cifra di 5 milioni di euro. Assolto in primo grado e condannato in Appello, Barani ha fatto ricorso in Cassazione. Che dà ragione al primo giudice.
«La richiesta di un rimborso, anche se non dovuto non è condotta di per sé illecita», scrivono i giudici. E mancherebbe anche il dolo: «Le eventuali erronee valutazioni dell'ufficiale pagatore sulla rimborsabilità di determinate spese non costituiscono peculato», anche perché non fu provato un accordo tra i due. —
L.R.D.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google