Sicurezza
Addio al Malaspina per Spino Fiorito Il sindaco di Massa: «L’edizione 2020 la voglio in piazza»
Le regole sulla sicurezza mettono fuori gioco il castello E lo storico Frediani rilancia: serve un ascensore
MASSA. Bisognerà fare i conti con il fatto che il castello Malaspina molto probabilmente non rivedrà più lo Spino Fiorito. L’evento biennale è gia incappato, lo scorso anno, nella circolare Gabrielli sugli eventi pubblici. Ora è il sindaco a confermarlo: «Per una questione di regole pare difficile che la manifestazione possa svolgersi come ha avuto luogo finora. La nostra proposta c’è ed è nota: ci sono le piazze, piazza Mercurio e piazza Aranci, pensiamo che sia possibile farlo lì».. Dunque piccola rivoluzione in programma, o meglio da programmare. È lo stesso Francesco Persiani a confermarlo: «Non abbiamo ancora avuto contatti con i soggetti promotori, no ci hanno fatto sapere nulla ma del tema ne abbiano ragionato di recente con la squadra amministrativa. Che Spino Fiorito potesse essere trasferito è una cosa che andiamo ripetendo dalla campagna elettorale. E io penso che sia possibile farlo valorizzando ancora di più il nostro centro storico, le nostre piazze».
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Bisogna fare presto, il tempo stringe. La tradizionale e frequentatissima manifestazione dovrebbe prendere il via in primavera come d’abitudine, presumibilmente tra aprile e maggio. E se spostamento sarà, trovando un accordo, oltre alla questione permessi e regolarità burocratica sarà indispensabile parlare anche di organizzazione logistica, presenze, allestimenti.
D’altronde un’edizione a “ingressi limitati” come quella del 2018 non scalderebbe molto i cuori. Alloral’organizzazione, con la collaborazione delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco, dovette rivedere i parametri di accesso al castello Malaspina: furono messi in vendita 2mila biglietti al giorno e consentiti 750 accessi contemporanei, numero calcolato sulla capacità di deflusso dall’unico accesso della struttura in caso di emergenza. Il flusso fu gestito attraverso un conta persone all’ingresso. Insomma, chi non era nei 750 doveva attendere pazientemente il turn over da piazza Mercurio, unico punto di accesso al castello Malaspina. E infatti non mancarono le code.
Persiani assicura che già a partire da adesso l’amministrazione si metterà a lavoro per la nuova ipotesi. Nell’intenzione di non perdere una manifestazione così importante e partecipata e al contempo di renderla suggestiva com’è sempre stata anche nella nuova veste.
E di Malaspina si discute anche per quella che dovrà essere la strategia di valorizzazione del Castello nella sua veste di luogo storico e contenitore di cultura.«Premesso che lavocazione del Castello Malaspina è quella storico-culturale e quindi la sua valorizzazione dotandolo di quel corredo storico-archeologico atto a far conoscere al visitatore la sua e la nostra storia, ritengo che sarebbe giunta l’ora di pensare seriamente ad una via di accesso facilitata. Sono decenni che se ne parla ma, nonostante vari e proposte, nulla ad oggi è stato realizzato», commenta l’appassionato di storia locale Franco Frediani. Che rilancia una proposta.
«Una soluzione fattibile e non impattante è a mio avviso quella che tanti anni fa propose l’architetto Nicola Gallo e cioè un ascensore che, con accesso dalla galleria del rifugio antiaereo di Via Prado, dopo uno sviluppo orizzontale di un centinaio di metri, sale per otto metri con un capiente ascensore, all’interno del Castello , subito oltre la cancellata in ferro dell’ingresso», sostiene. Uno spunto di cui si tornerà a parlare. —
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