Il Tirreno

il lutto 

Addio a suor Maria, che ha insegnato ai poveri e ai deboli

Chiara Sillicani
Addio a suor Maria, che ha insegnato ai poveri e ai deboli

Fondatrice della scuola per maestre d’asilo. Aveva 99 anni. Negli anni ’80 ha iniziato l’avventura delle lezioni in carcere

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Massa. Lei è stata sempre dalla stessa parte. Quella dei deboli, dei poveri. Quella di chi da solo non può farcela e ha bisogno di aiuto. Ecco suor Maria Buratti (all’anagrafe Enrica) è sempre stata lì. Una vita intera. E si è conquistata l’amore di una intera città. Di tutti. Anche di chi si sente lontano dalla fede, ma riconosce in lei i valori della solidarietà, la cultura del sostegno, dell’uguaglianza. . Ieri suor Maria, se n’è andata, a 99 anni, dopo una vita dedicata agli altri e alla sua grande passione, l’insegnamento.

Certa che per insegnare, sia necessario conoscere, è stata lei, giovane suora delle Figlie di Maria Vergine Immacolata, insieme al fratello Giorgio, a volere che a Massa nascesse una scuola per formare le insegnanti dell’asilo. Di quella scuola, prima ospitata vicino al seminario in via San Francesco, poi al Sacro Cuore, il fratello Giorgio è stato preside. Poi preside è diventata proprio suor Maria. Ha formato decine e decine di ragazze, ha riconosciuto davvero il diritto all’istruzione anche ai più deboli, alle figlie di famiglie povere. È la consorella Suor Bruna a ricordarlo:«La sua scuola magistrale concretizzava l’impegno verso chi era più debole, verso i poveri e verso chi aveva difficoltà nell’apprendimento». Una scuola storica che ha chiuso nei primi anni 2000 a seguito della riforma che ha esteso il ciclo di formazione superiore ai 5 anni.

Il diritto a conoscere che suor Maria ha garantito ai carcerati: è stata lei, negli anni ’80, una delle fondatrici dei percorsi scolastici per i ragazzi del carcere. Lei ad accompagnare alcuni di quei ragazzi fino alla laurea. Suor Maria che a tutti ha dato una possibilità: a chi pensava di non farcela, a chi è arrivato in città da lontano. Agli emarginati, alle persone sole, agli immigrati per la cui integrazione si è sempre impegnata.

Da un paio d’anni il suo corpo era debole e stanco: si era trasferita alla casa madre, vicino Savona, dove le consorelle infermiere la seguivano e accudivano giorno e notte. Venerdì se n’è andata a 99 anni, lasciando un’immensa eredità d’amore alla sua famiglia e ad un’intera città. Sono conosciutissimi i nipoti Stella, anche lei insegnante al liceo Scientifico, e Gino, dipendente della Prefettura, responsabile dell’ufficio immigrazione e attivo nell’accademia della Pace, impegnato nell’accoglienza. E a suor Maria tutta la città dirà grazie martedì mattina in Duomo alle 10. 30. Grazie per essere stata sempre dalla stessa parte. Quella dei più deboli. —


 

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