Il Tirreno

la denuncia della cgil 

«I lavoratori del teatro lasciati a casa da Persiani Ha promesso soluzioni»

Libero Red Dolce
«I lavoratori del teatro lasciati a casa da Persiani Ha promesso soluzioni»

Le maschere “dei Servi” subiscono il cambio appalto «La giunta si è presa degli impegni: è tempo di mantenerli»

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massa. La stagione teatrale al teatro dei Servi è iniziata e dopo tanti anni loro non sono a lavoro. Quattro lavoratori storici, le maschere, sono rimasti a casa perché l’appalto sui servizi, ha deciso l’assessora alla Cultura Veronica Ravagli, è stato affidato ad altri. Un’associazione culturale. E la Filcams Cgil, il sindacato che difende i lavoratori, accusa il sindaco Francesco Persiani di avere disatteso l’impegno preso per trovare una soluzione per chi ha perso il lavoro.

«Nei fatti queste lavoratrici e lavoratori da anni svolgevano il servizio in appalto verso il teatro dei Servi con competenza e serietà, ma che con l'avvento del nuovo assessore Ravagli, ha visto affidare l'appalto a un’associazione Culturale che però non ha avuto alcun rispetto né delle regole dettate dal contratto collettivo nazionale, né cosa ancor più grave delle lavoratrici e dei lavoratori», denuncia la segreteria della Filcams Cgil.

Il riferimento al contratto si spiega così: un articolo del contratto multiservizi, quello del caso in questione, prevede in caso di appalto la riassunzione. Ma entrando un’associazione culturale e non un’azienda è stato possibile fare diversamente.

I sindacalisti ribadiscono l’invito alla giunta a prendere in mano la situazione e trovare una soluzione: «La Filcams Cgil denuncia la gravità di questa situazione al Sindaco Persiani, che nei vari incontri ha sempre sostenuto di voler ricercare una soluzione per far si che si potessero salvare quei posti di lavoro, soluzione che ad oggi non trovano alcun riscontro nei fatti. Come sindacato ribadiamo la necessità di sostenere questi lavoratori e lavoratrici, chiedendo un immediato nuovo confronto con l'amministrazione comunale al fine di farsi carico degli impegni presi».

L’impegno era che con l’affidamento sarebbero stati presi da chi entrava con il nuovo appalto, spiegano i sindacalisti. Poi è subentrata l’associazione e sono arrivati altri lavoratori: «Ma il Comune ci aveva garantito che sarebbero state trovate altre soluzioni. E invece da luglio i lavoratori non prendono lo stipendio», conclude il segretario Sebastiano Salaro. —

Libero Red Dolce

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