Toscana
Processo a don Euro, colpo di scena a dicembre si ricomincia tutto da capo
Cambia il collegio (un giudice è in maternità), si risentiranno i testimoni che hanno già sfilato. La prescrizione è più vicina
Processo a don Euro: si ricomincia da capo.
Colpo di scena nell’udienza di ieri mattina davanti al colelgio giudicante presieduto dal presidente Ermanno De Mattia. Doveva essere il giorno di tre testimoni dell’accusa, due degli escort con cui ha avuto rapporto Luca Morini (quando ancora era sacerdote) e la suora Maria Ausiliatrice, truffata dall’allora parroco. Il processo è stato rinviato al prossimo 4 dicembre e si ricomincerà da capo con il rischio della prescrizione sempre più vicino.
l’udienza
Ma cosa è successo ieri mattina in udienza? È successo che uno dei giudici a latere, Valentina Prudente, è in congedo per maternità. Si dovrà ricomporre un altro collegio e la difesa non ha dato il consenso a utilizzare le testimonianze già rese. In termini pratici significa che bisognerà ricominciare da capo. Il 4 dicembre saranno sentiti i tre testimoni già citati ieri. Poi si procederà con quelli che erano già sfilati in tribunale (come ad esempio il grande accusatore di don Euro, quello che ha spalancato il vaso di Pandora delle “malefatte” dell’allora parroco, l’avvocato escort napoletano Francesco Mangiacapra).
Insomma i tempi si allungano. E, come ha sottolineato il presidente De Mattia i problemi di organico del tribunale di Massa pesano anche su questo processo, quello relativo a una vicenda giudiziaria che ha sconvolto una comunità intera e i parrocchiani di Avenza, Massa, Fossone e Caniparola, dove ha esercitato il ruolo di sacerdote quello che allora era chiamato don Luca Morini (che, lo ricordiamo è difeso dall’avvocato Giovanna Barsotti).
«A causa della carenza di organico – ha sottolineato il presidente De Mattia – il tribunale di Massa ad oggi non dispone di un nuovo giudice. Riformeremo il collegio per l’udienza del 4 dicembre».
Insomma non è tutto da rifare, perché i capi di accusa rimangono e il processo è già incardinato. Ma si ricomincia con i testimoni: si risentiranno tutti e questo, naturalmente richiederà del tempo e una nuova calendarizzazione delle udienze.
la prescrizione
La posizione di Luca Morini, in realtà, si era già alleggerita prima di arrivare al processo. Molte delle parti lese, i parrocchiani (e non solo) truffati, avevano rinunciato a sporgere querela. Contro l’uomo, che oggi non è più un prete, si sono costituiti parte civile solo quattro giovani escort, che avrebbero avuto relazioni con lui e che avrebbero beneficiato dei regali anche economici elargiti dall’uomo. Su Don Euro pesano accuse molto gravi: dall’estorsione, alla detenzione e cessione di stupefacente, fino alla sostituzione di persona e all’autoriciclaggio.
Nessun accusa, invece, come abbiamo scritto, in mancanza di querele di parte, per truffa ai danni dei fedeli, ovvero per l’impiego delle donazioni dei fedeli della sua parrocchia per usi personali. I tempi della prescrizione sono adesso più vicini: si parla, per la stragrande maggioranza delle ipotesi accusatorie, di sette anni e mezzo. E gli episodi contestati vanno dal 2010 fino al 2016.
L’unico reato che non cadrà nelle maglie della prescrizione è quello dell’autoriciclaggio. Ma anche in questo caso si profila all’orizzonte una “battaglia” legale: Morini si sarebbe macchiato di quel reato nel 2010 quando l’autoriciclaggio, in realtà, non era ancora considerato ancora reato.
Insomma, anche se in tribunale non si è mai presentato (e sembra determinato a non farlo mai) don Euro un primo round l’ha già vinto. —
altro servizio a pag.10I
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