Il Tirreno

shopping in centro 

Sorpresa, in “galleria” il commercio regge bene

Alessandra Poggi
Sorpresa, in “galleria” il commercio regge bene

Dall’ottica Bessi all’erboristeria, passando per l’Arlecchino e la gioielleria Stefanini «Le cose qui non vanno male ma potremmo essere una piccola Montecarlo»

3 MINUTI DI LETTURA







Il commercio della galleria di via Roma regge. Un dato confortante rispetto al trend negativo che vede una massiccia chiusura di negozi in tutte le strade cittadine, a cominciare dalla centralissima via Roma. Questa sorta di piccolo centro commerciale comprende varie attività con tipologie merceologiche molto differenti. Due le ragioni di questo trend positivo: la storicità dell’attività e l’essere proprietari dei fondi. Un binomio che implica clientela storica e nessun affitto da pagare. E non avere un affitto è una marcia in più rispetto a chi invece lo paga, considerando che ci sono fondi commerciali che al mese costano un occhio della testa. Noi in galleria ci siamo andati e abbiamo parlato con alcuni di questi commercianti. Partiamo con Annalia e Ilaria Lodovici dell’ottica Bessi, un negozio non solo storico ma con un valore aggiunto: Annalia e Ilaria sono le nipoti del celebre fotografo Ilario Bessi. «Noi siamo persone positive – ci dispiace per la città e per come stanno andando le cose ma bisogna essere positivi e rimboccarsi le maniche. Potremmo essere una piccola Montecarlo – aggiunge Annalia – ma forse la colpa è un po’di tutti. Comunque parlare sempre male di Carrara – precisa Ilaria – non è produttivo per nessuno. È nei momenti peggiori che esce sempre il meglio. Noi non ci lamentiamo, anzi abbiamo il nostro giro di clienti, certo non è più come una volta ma ci rimbocchiamo le maniche e andiamo avanti. Cerchiamo di adeguarci. Un’altra cosa positiva è che non paghiamo l’affitto, il nostro è un fondo di proprietà e questo a fine mese ha un peso. È una tristezza pensare come si è ridotta Carrara, ci sono foto del nonno che la ritraggono bella e ricca – concludono – a Carrara c’erano persino le ambasciate». Ci spostiamo al bar Arlecchino e parliamo con la titolare Manuela Benedetti: «Le cose non vanno male ma la città si è svuotata e di conseguenza il lavoro è calato. La galleria regge ma avrebbe bisogno di essere più luminosa, specialmente la mattina o nel pomeriggio. Inoltre la struttura è vecchia e dagli oblo quando piove scende l’acqua e bagna tutto il pavimento. La situazione del commercio è critica dappertutto, in città mancano i giovani. Vorrei anche far presente che in caso di manifestazioni ci tagliano sempre fuori, ma ci siamo anche noi. La galleria è coperta e specialmente in inverno, quando piove e fa freddo, sarebbe l’ideale per ospitare manifestazioni». Un’altra attività storica e che regge è la gioielleria Stefanini di Barbara Stefanini: «La crisi del commercio è generale – spiega – ormai tanti prodotti si acquisto online. Noi reggiamo perché i nostri prodotti difficilmente si comprano su internet, abbiamo una clientela storica e il fondo è di nostra proprietà. A Carrara manca tutto. Il biglietto da visita entrando in città è il Politeama. Non ci sono teatri e non ci sono più abitanti, hanno chiuso le librerie e molti negozi storici. Manca una sinergia. Spesso vedi vagare i croceristi per la città senza che sappiano dove andare o cosa fare. Se ci informassero sulle loro visite noi commercianti potremmo tenere aperto». Concludiamo con Luca Innocenti dell’Erboristeria, che in galleria c’è da oltre vent’anni: «il livello generale di Carrara si abbassato – dice – la crisi è generale, non si lavora più come una volta. Ci sono alti e bassi, specialmente in questo periodo che precede le feste, ma non è più come una volta, manca la continuità». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa