Sicurezza
Nicola Gronchi da record, chef stellato in soli 5 mesi
Ha conquistato l’ambito riconoscimento a Villa Grey al Forte, il locale ora è chiuso lui sarà consulente al Doride
CARRARA. Nicola Gronchi la stella, anche stavolta (ricordiamo che aveva mantenuto quella del Bistort di Forte dei Marmi quando è stato sulla tolda del noto ristorante della famiglia Vaiani) se l’è guadagnata sul campo. Dietro ai fornelli. E ha condiviso il sacrificio con il sous chef Carmine Pietrosino, con il maitre Massimo Bartolucci, con il sommelier Alessandro Frisario e con il resto della brigata, di sala e di cucina. . Un sacrificio ben ripagato perché questa volta lo chef carrarese di 34 anni è davvero da record: la stella Michelin (la cerimonia si è tenuta ieri in teatro a Piacenza) la stella l’ha ottenuto dopo soli cinque mesi di lavoro. Insomma una cosa che succede a chef del calibro di Antonino Canavacciuolo e Carlo Cracco.
Nicola Gronchi ce l’ha fatta rimboccandosi le maniche e affinando la sua arte, quella che ha imparato nei locali più importanti di Italia e che ha affinato durante la lunga, e di successo, esperienza al Bistrot. La cucina di Nicola Gronchi è quella che lo ha reso grande fino ad oggi: una cucina di base classica ma contemporanea con la massima attenzione per le materie prime del territorio. «Una cucina di pancia» così l’ha definita lo chef accompagnata da un servizio attento e dalla massima cura per il cliente.
Lui, Nicola Gronchi dai fornelli è stato letteralmente fulminato. Un diploma da ragioniere prima di "perdere la testa" per la cucina. Nicola ha cominciato, giovanissimo, a lavorare, nei ristoranti della Versilia. Poi una lunga parentesi apuana, nella cucina del ristorante Muraglione. La svolta, la prima delle tante, per lo chef carrarese arriva con lo stage a Cortina d’Ampezzo, in alta stagione, e quello, subito dopo, nel ristorante con una stella Michelin "La Parolina" a Viterbo. Nicola Gronchi è partito poi alla volta delle Langhe. È proprio qui, nella terra dei tartufi, che è avvenuta la consacrazione ai fornelli di Nicola: i "fuochi" sono quelli della "Locanda del Pilone", locale stellato e di nicchia. Dal Pilone al Bistrot dove in tre anni Gronchi ha riconfermato l’importante riconoscimento della stella Michelin grazie a piatti che lo hanno fatto riconoscere come lo spaghetto aglio, olio e peperoncino con battuta di gambero biondo, polvere di olive essiccate e bottarga di muggine.
Nel maggio scorso è arrivata la sfida a Villa Grey. Una sfida vinta da Nicola. È arrivata la stella, ma, nel frattempo, il ristorante è stato chiuso. Un mese fa.
Durante la proclamazione del riconoscimento, dal palco è stato comunicato che il ristorante di Villa Grey è chiuso per lavori. Sta di fatto che è una cosa singolare che un locale stellato non sia in grado di offrire i propri piatti “firmati”. Ma c’è anche una buona notizia per chi vuole assaggiare lo stile di Gronchi: da sabato sarà come consulente al ristorante del bagno Doride a Marina di Carrara. —A.V
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