Il Tirreno

indotto del pignone 

Concesso a Oma l’esercizio provvisorio «Pagate gli stipendi»

L.R.D.

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massa. C’è un’importante novità che riguarda Oma e i 140 lavoratori impiegati tra gli stabilimenti di Massa e Avenza. Una novità positiva, almeno sembrerebbe, dato che ieri è arrivata la comunicazione dell’ok da parte del curatore fallimentare per l’esercizio provvisorio. Questo significa che l’azienda pescarese, di fatto fallita, potrà andare avanti con le commesse.

Un sospiro di sollievo che dà una boccata di ossigeno ai lavoratori che cominciavano a temere che la situazione degenerasse. Anche se chiaramente la partita rimane apertissima, dato che l’esercizio provvisorio comunque dovrebbe servire a portare a termine soltanto le commesse in corso. Poi si aprirà la partita sul futuro di questi lavoratori, peraltro molti specializzati, in attesa di sapere chi sarà a prendere l’appalto che Bhge, la multinazionale proprietaria del Nuovo Pignone, dovrà per forza di cose fare per continuare a produrre nei prossimi mesi.

Pare che proprio il colosso americano lo scorso 22 ottobre abbia corrisposto all’azienda una cifra importante, un bonifico da oltre un milione di euro al liquidatore, si tratterebbe di un milione e centomila euro.

Dunque, arguiscono i sindacati, adesso i soldi per pagare gli stipendi agli operai ci sono.

Infatti dopo la notizia del fallimento dell’azienda i lavoratori attendono il pagamento della mensilità di ottobre, finora non pervenuta. Pur avendo lavorato.

«Invitiamo il curatore - dice il segretario della Cgil Paolo Gozzani - a ottemperare il pagamento degli stipendi per la prestazione che i lavoratori hanno dato sempre con impegno, serietà e professionalità. Il lavoro, quando c’è, non bisogna perderlo. Quindi noi, come organizzazione sindacale, faremo di tutto per mantenerlo nell’interesse dei lavoratori e del Nuovo Pignone».

Nessuna contrapposizione dunque con la “casa madre” da parte dei sindacati, ma la manifesta volontà di avere delle risposte.

La speranza è che la dirigenza, com’è apparso anche in alcune riunioni che si sono tenute quando la crisi lavorativa è emersa, s’impegni per dare continuità lavorativa a chi è stato finora impiegato. E che si spenda con chi subentrerà perché le professionalità impiegate da Oma transitino nel nuovo appalto. —

L.R.D.

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