Finanza
Maltrattamenti all’asilo, al via il processo
Alla prima udienza altri genitori si costituiscono parti civili «per le violenze psicologiche e fisiche subite dai bambini».
MASSA.La tesi della pubblico ministero Alessandra Conforti (in aula sostituita da Deborah Bracco) da era chiara: quelle quattro maestre della scuola di infanzia - sosteneva la pm - hanno maltrattato i loro piccoli alunni. Lo avrebbero fatto - dettagliava l’accusa- trascinandoli per i capelli, costringendoli a mangiare contro voglia, umiliandoli con aggettivi come “sudicione”, “maiale”, “schifoso”, offendendoli, se stranieri, con frasi razziste. Il giudice dell’udienza preliminare la tesi dell’accusa l’ha accolta, però, soltanto in parte: due insegnanti, infatti, sono state prosciolte. Due, invece, devono difendersi a processo, davanti al giudice monocratico Ermanno De Mattia, dall’accusa di maltrattamenti.
Lunedì 4 novembre, all’apertura del processo, è proprio la formulazione dell’ipotesi di reato al centro dell’udienza. Per Luca Pietrini, l’avvocato delle due maestre , il capo di imputazione è “generico”, così generico che - motiva - non consente di esercitare pienamente il diritto alla difesa. Per Pietrini mancano indicazioni precise sui comportamenti tenuti, sulle date, sulle persone offese. Un’eccezione che, se accolta, farebbe vacillare l’intero processo. Il giudice, però, la respinge: le condotte contestate sono numerose ma - motiva il rigetto - circoscritte. E se sono circoscritte le condotte, sono indicate le parti offese che - ribadisce il giudice - la pm indica nei bambini “affidati”, gli alunni. Udienza tecnica, quella di lunedì 4 novembre, in cui non sfilano testi. Prima di sentirli il giudice attende le trascrizioni delle intercettazioni ambientali: per mesi infatti le classi sono state riprese dalla telecamere. Il 15 dicembre verrà affidato l’incarico per la trascrizione e, a lavoro ultimato, si aprirà la fase dibattimentale.
Nonostante i testi non sfilino, emergono comunque nuovi particolari sulla vicenda. Emergono attraverso la costituzione delle parti civili (il giudice ne respinge due). Si costituiscono, infatti, rappresentati dall’avvocato Alessio Menconi, i genitori di un bambino alunno di una delle due insegnanti. I due genitori, a margine del processo, ci raccontano delle «stranezze» del piccolo, delle «ripetute cadute sospette che gli procuravano lividi», delle «umiliazioni e delle offese razziste». Quei racconti ad ora non hanno rilevanza penale perché non emergono in udienza, ma i per i genitori ci sono le condizioni per chiedere la costituzione di parte civile . Ci sono «per - nelle parole del legale - le violenze psicologiche e fisiche subite dal bambino». Prossimo step a dicembre. Ancora pendente, invece, il procedimento di fronte al giudice del lavoro. Le maestre hanno impugnato il provvedimento di sospensione. Provvedimento che, in via cautelare, il giudice del lavoro aveva sospeso reintegrandole. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
