Sicurezza
Frigido: il parco mai nato Tre edifici da spostare ma le aziende restano lì
MASSA. È una mappa particolare che suddivide il Comune di Massa in zone colorate, organizzate secondo i "rumori" che si possono o non si possono produrre al loro interno. Nella legenda della cartina, allegata al Piano di classificazione acustica, vengono chiariti i significati di quelle "pezze" colorate: quadratino viola per indicare un'area, o un edificio, a carattere artigianale, rosa per le aree di tipo commerciale, giallo per gli edifici destinati ad uso turistico o alberghiero e così via. Ad ogni area corrisponde un livello ben preciso di "rumorosità" consentita. E per rendere "omogenei" gli strumenti urbanistici della città (piano strutturale, piano di indirizzo territoriale, ndc) il Comune di Massa deve "appuntare" eventuali delocalizzazioni, cioè individuare sulla carta le aree e gli edifici che dovranno spostarsi da dove si trovano, e allo stesso tempo segnare le aree di "atterraggio", cioè le zone in cui dovranno posizionarsi.
Ma qualcosa fra i colori di quei quadratini non torna. Secondo il collettivo Massa Città in Comune, il regolamento evidenzia alcuni “errori macroscopici”. Nella mappa inviata a Firenze, sollecitata dai tecnici della regione in sede di Conferenza paesaggistica, in un caso, in una sezione, risultano tre edifici residenziali, una officina, una segheria del marmo, un laboratorio del marmo e una chiesa evangelica. Edifici che "producono" livelli di emissioni sonore diversi. Ma tutti sorgono lungo il fiume Frigido. Secondo la mappa i tre edifici residenziali dovranno spostarsi, ma la stessa sorte non dovrebbe toccare le attività produttive. Un'anomalia secondo il collettivo, che evidenzia un'incompatibilità tra l'obiettivo delle aree di pertinenza fluviale e il Regolamento urbanistico. In sostanza, da un lato uno strumento urbanistico prevede che lungo il Frigido non dovrebbero esserci attività industriali se non quelle che riguardano “gli edifici storici, compatibilmente con il contesto idraulico”. Dall'altro si scrive nero su bianco il suo esatto contrario. «Sono passati 21 anni da quando l’assessore all’urbanistica dell’epoca del sindaco Neri cominciò a parlare di Parco Fluviale - scrive Massa Città in Comune - e di delocalizzazione delle aziende del marmo dal centro città verso l’area “ex Resine". Da allora abbiamo avuto come sindaci Pucci, Neri, Volpi, Persiani e tutti hanno scritto le stesse cose nelle interviste o nei documenti ufficiali ma nessuno di loro è stato conseguente nei fatti». E aggiunge: «Sono stati avvisati i proprietari delle case lungo il Frigido di quanto questa maggioranza ha deciso di votare in aula?»
L'assessora Veronica Ravagli replica: «Il piano di classificazione acustica è conseguente al Regolamento Urbanistico, uno strumento che abbiamo ereditato. Quando si eredita qualcosa che è in essere da vent'anni non si può cancellare con un colpo di spugna. Anche se noi ci stiamo provando». —
Camilla Palagi
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