Gioco
Dai cavatori agli insegnanti: tutti all’Arcobar dove vince la cortesia
Il locale davanti all’antico portale del Pomario Ducale è anche tabaccheria. «E adesso puntiamo ad allargarci»
MASSA. Arcobar è il bar caffetteria che si trova via XXVII Aprile a Massa nei pressi del Portale Pomario del Ducale (l’arco con le due figure che la fantasia massese ha denominato Pasquino e Pasquina), da cui appunto ha preso il nome. Un luogo pieno di storia, dunque. Aperto dalle 5.30 alle 21.00, il bar offre anche aperitivi la sera e soprattutto pranzi veloci di tutti i gusti (per questo servizio, il locale si è affidato a pasti forniti da una ditta di Lucca), dai primi piatti preconfezionati alle insalatone o alle focacce farcite. Un’offerta di “pausa pranzo” rapida ma gustosa che va incontro alla clientela della zona, considerando anche che la posizione lo rende un importante punto di ristoro per chi frequenta l’adiacente struttura Asl di via Bassa Tambura, studenti e professori delle scuole Malaspina, Salvetti e Toniolo e la caserma dei Carabinieri. A questi si aggiungono molti clienti fidelizzati nel tempo.
Ma c’è un’altra tipologia di clientela che frequenta il locale di XXVII Aprile: sono i lavoratori del marmo. La mattina il bar apre infatti molto presto per venire incontro alle esigenze dei cavatori che si recano alle cave.
Il titolare stesso del fondo, Ennio Ricci, è occupato nel settore lapideo e quando Arcobar nacque, anni fa, venne ceduto in gestione. Ora sono nove anni che lo ha rilevato suo figlio Gabriele Ricci, anche se di fatto l’attività la portano avanti le tre dipendenti, Brunella Martinucci (la storica del locale che ci lavora da 8 anni), Donata Brignole e Alessia, la nuova arrivata. Brunella, 39 anni con una figlia di 14, è quella che ha dato l’imprinting al locale, con un sorriso e una parola per tutti quelli che arrivano e che frequentano il bar anche per la sua cordialità e gentilezza. Ha iniziato a lavorare nei bar a 14 anni e dopo diverse esperienze nel commercio, è tornata alla sua prima passione, dietro al bancone.
Una delle clienti abituali dal fondo del locale ci tiene a confermare che qui all’Arcobar c’è «massima cortesia dei dipendenti e la pulizia del locale. Non si tratta soltanto di quella classica del banco, ma dappertutto. In un bar la pulizia è tutto, la noti subito se non ci fosse».
Brunella è però convinta che pulizia e cortesia sono soltanto due dei piloni su cui si appoggia un buon locale. «Conta molto anche la qualità dei prodotti offerti, dei cibi ma soprattutto del caffè. Io devo ringraziare molto quelli che sono stati i miei maestri, che mi hanno davvero insegnato il mestiere», dice convinta. La filosofia di gestione del locale è creare un ambiente con uno stile familiare, far sentire il cliente come un amico e aver voglia di fare sempre e comunque due chiacchiere. Il bar per ora ha alcuni tavolini interni ed una ampia veranda, ma sono già previsti dei lavori di ristrutturazione, che dovrebbero partire a gennaio prossimo, in modo da ampliare lo spazio interno del locale, grazie ai fondi adiacenti all’attuale bar, che sono stati rilevati dal titolare.
Il bar Arcobar è anche tabaccheria. Una scelta un po’ casuale, spiegano i titolari, dettata principalmente dal fatto che l’unica tabaccheria della zona (per legge le rivendite di questo genere devono mantenere una certa distanza una dall’altra) vendeva la licenza. Il titolare ha deciso quindi di rilevarla e ha una buona scelta di marche: «Noi facciamo molta attenzione che gli acquirenti dei tabacchi siano maggiorenni, come prevede la legge. Io ormai i ragazzi che bazzicano il bar li conosco tutti, a quelli su cui ho incertezze sull’età chiedo sempre il documento». —
Daniela Marzano
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