Attenzione
Project per l’illuminazione «Ci costerà 30 milioni»
Duro attacco del consigliere Uilian Berti al progetto dichiarato di pubblico interesse Il consigliere: spese fisse da capogiro per 18 anni e senza possibilità di intervenire
massa. È una stima dalle sfumature plumbee quella fatta dal consigliere di Articolo 1 Mdp, Uilian Berti, riguardo le conseguenze del project financing, il finanziamento con un promotore privato voluto dall’amministrazione per risistemare l'illuminazione pubblica della città.
Secondo Berti, il progetto milionario «è certamente una scelta strategica che può migliorare anche economicamente il servizio, ma rischia di mettere una pesante ipoteca sul bilancio del nostro municipio: ci troveremmo spese fisse per circa 30 milioni di euro nei prossimi 18 anni senza poter intervenire». Il bando in fase di stesura, parte infatti da una proposta di interesse pubblico presentata da Enel Sole S.r.l. e Gaina Ivano che prevede costi per l'energia e per la sua gestione per circa 1 milione e 400 mila euro l'anno per 18 anni. Spese fisse che non potranno essere più messe in discussione, in futuro. E sulle quali, una discussione - aggiunge Berti - non c’è stata: «Una scelta presa senza alcuna condivisione o trasparenza: tutto è stato fatto in sordina, in meno di un mese, accettando la proposta di un privato - dice Berti - che ora ci lega mani e piedi». Il consigliere comunale sul progetto milionario varato dalla giunta pone alcuni interrogativi: «Perché una scelta così rilevante è stata sottratta alla discussione delle competenti commissioni consiliari e del più ampio dibattito politico? Perché non si è proceduto ad una sua preliminare presentazione negli adeguati strumenti di programmazione? Perché si costringe il consiglio comunale ad una mera ratifica, in sede di approvazione del prossimo piano triennale delle opere pubbliche, di una scelta già compiuta? Perché la redazione del progetto di fattibilità , in assenza di personale interno qualificato come dichiarato dal competente assessore, non è stata affidata a soggetti esterni potendo farne ricadere gli oneri sul soggetto aggiudicatario? In tal modo l’amministrazione avrebbe avuto le mani “libere” , mentre nel caso di specie la “dichiarazione di pubblico interesse” a favore del progetto presentato da un privato fornisce normativamente un notevole “vantaggio competitivo” al raggruppamento temporaneo di imprese proponente: esercizio del diritto di prelazione o in alternativa diritto al rimborso delle spese per la predisposizione del progetto, pari a circa 100mila euro».
Il consigliere domanda perché sia stato scelto proprio quel progetto rispetto ad altri: «Nella delibera non si fa riferimento alla valutazione delle altre proposte di project financing o pervenute al protocollo dell’ente. Davvero questa è l’unica proposta?». E i dubbi di Berti riguardano anche la natura del finanziamento: «Visto lo sbandierato potenziamento dell’ufficio politiche comunitarie, sarebbe stato più opportuno intraprendere la strada dei finanziamenti sovra-comunali, a cominciare dai fondi strutturali comunitari di prossima programmazione che saranno fortemente orientati verso l’efficientamento energetico».
In sostanza, il consigliere accuserebbe la giunta di non aver avuto «lungimiranza», scegliendo un progetto finanziato in parte dal privato quando esisterebbero fondi comunitari destinati all'adeguamento dell'illuminazione pubblica sul fronte del risparmio energetico. Nel merito verrà presentata un’interpellanza in consiglio comunale. —
Camilla Palagi
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