Il Tirreno

l’interrogazione al ministro costa 

Mallegni: «Perché Cava Fornace è ancora attiva?»

Mallegni: «Perché Cava Fornace è ancora attiva?»

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montignoso. Il Comitato di cittadini lo aveva chiesto nei giorni scorsi, adesso il senatore di Forza Italia (ed ex sindaco di Pietrasanta) Massimo Mallegni si è mosso davvero. E annuncia lui stesso di aver presentato al ministro dell’Ambiente Sergio Costa un’interrogazione parlamentare sulla discarica ex Viti alla Cava Fornace di Montignoso, che segue quella presentata nelle scorse settimane dal consigliere regionale Maurizio Marchetti.

«I cittadini della Versilia vogliono la chiusura del sito - dice Mallegni - e anche il consiglio comunale di Pietrasanta ha approvato, quando ero sindaco nel 2017, una mozione per chiederne la chiusura. Posizione che non è cambiata con l’attuale amministrazione che in questo primo anno ha prodotto tutta una serie di atti finalizzati alla chiarezza e alla trasparenza sui conferimenti, sui rischi ambientali e sulle autorizzazioni. E lo stesso ha fatto il consiglio regionale. Tutti vogliono la chiusura ma non si può chiudere».

Ha scritto Mallegni nell’interrogazione: “La volontà del territorio, e dei cittadini, dei comitati, condivisa anche dalla politica locale e regionale, almeno formalmente, non trova riscontro purtroppo nei fatti. Tutti chiedono la chiusura in sicurezza del sito, ma la Regione Toscana ne ha autorizzato il riempimento fino a 98 metri sul livello del mare. Riempimento che presuppone ulteriori 10 anni di attività del sito. E solo dopo si potrà procedere alla chiusura. Tutti chiedono più controllo, ma sistematicamente sono disattesi o parziali”. Informando il ministero Mallegni ha chiesto «quali misure intenda intraprendere per fare chiarezza sull'attività del sito attraverso una migliore un'attività di controllo dell'attività del sito stringente e se intenda informarsi sulle motivazioni per cui il sito, malgrado la volontà manifesta del territorio, sia attivo e per quale motivo si sia autorizzata una ulteriore fase».

E poi risponde ai comitati di Pietrasanta e Montignoso, che dopo le sue pressioni è riuscito a far allargare la commissione di controllo sulla discarica a tutti i comuni interessati (Montignoso, Pietrasanta, Forte dei Marmi e Seravezza) e alle associazioni ambientaliste compreso il comitato stesso, ha stanziato 10.000 euro per consentire ulteriori analisi di controllo. «La provincia apuana e così quella della Versilia esprime diversi parlamentari, soprattutto del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, ma sistematicamente si tende a chiamare in causa i parlamentari dell’opposizione che sono in minoranza e quindi hanno probabilmente meno potere rispetto a chi è al governo. Se qualcosa è stato fatto non è certo per merito di quella maggioranza di governo, a Roma o Firenze, che fa orecchie da mercante. Noi non facciamo battaglie ideologiche, ma battaglie per la comunità. Per tutta la comunità. A Montignoso, oltre alla Cava Fornace, andrebbe chiusa la Casa Rossa che sta usando la discarica come strumento per giustificare la presenza abusiva ed illegale di uno spazio pubblico», chiude Mallegni. —

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