Il Tirreno

il lieto fine 

Il vigile che salva caprioli, ne ha aiutati 4 in 2 anni: uno anche ieri

Il vigile che salva caprioli, ne ha aiutati 4 in 2 anni: uno anche ieri

Era una femmina adulta finita in una vigna a Miseglia, aveva la zampa impigliata in un filo di ferro: rischiava di staccarsela di netto

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CARRARA. L’agente Paolo Tosi nella polizia municipale è entrato nel 2005, con contratto “fisso” nel 2009. . Si occupa di traffico, auto, circolazione stradale. E salva caprioli. Proprio così. Ne ha liberati, e messi in sicurezza quattro in due anni.

L’ultimo (o meglio l’ultima visto che si tratta di una femmina adulta di capriolo) proprio ieri mattina, venerdì 1° novembre, a Miseglia.

«La centrale ha ricevuto la telefonata di una signora che ha visto il capriolo entrare nella sua vigna e poi finire a terra – spiega Tosi – Io e Marthine Andreani eravamo in servizio e siamo subito andati sul posto. Io sono avvezzo a queste “missioni”: negli ultimi due anni mi è successo quattro volte di avere a che fare con i caprioli».

E una volta arrivato a Miseglia l’agente Tosi si è subito messo all’opera perché quella femmina di capriolo non se la passava affatto bene.

«L’animale era finito in mezzo al filo di ferro che serve per sostenere le viti – spiega – e aveva una zampa completamente legata, a più giri. Si dimenava e rischiava di compromettere la situazione: avrebbe potuto trinciarsela di netto».

Aiutato da Marthine Andreani, che teneva fermo il capriolo, Paolo Tosi ha per prima cosa coperto il muso del capriolo, per cercare di riportarlo alla calma. Poi, con una pinza ha tagliato il filo di ferro liberando la zampetta.

«Aveva una ferita solo superficiale, ma i tendini erano a posto – continua Tosi – Ce ne siamo accorti perché, in men che non si dica, ha cominciato a correre verso i boschi vicini».

Un salvataggio riuscito. E non certo un episodio isolato per Paolo Tosi.

«La prima volta lo ricordo bene è successo in via Agricola – racconta – eravamo in tre e riuscimmo a bloccarlo con la rete per le olive e a rimetterlo in libertà nei boschi. Poi un’altra volta c’era un capriolo sulla strada del Corvenale che andava contro le macchine, anche quella volta siamo riusciti a metterlo in salvo».

«Uno degli interventi più recenti è stato quello al liceo classico, insieme alla squadra Vega – continua – Anche in questo caso siamo riusciti a liberare il capriolo che si era rifugiato dentro la scuola e lo abbiamo rimesso in libertà». Ieri mattina, poi, l’ultimo intervento: il capriolo finito con la zampa stritolata nel filo di ferro che ha potuto tornare, in breve tempo e senza nessun danno, a correre nei boschi.

Una disavventura finita bene. E due agenti della municipale impegnati non a fermare le auto o a dirigere il traffico, ma a dare una grossa mano a un capriolo in difficoltà. «Signora, stia tranquilla, la rifacciamo correre nei boschi» dice l’agente Tosi mentre libera l’animale. E sorride mentre lo tiene fermo, sapendo che ormai il peggio è passato. —

 

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