Con la maschera di “Scream” sul volto sparò al casellante, a dicembre il processo
Rito abbreviato anche per la ex compagna (assistente capo di polizia): le è stato riconosciuto il vizio parziale di mente
PONTREMOLI. Nell’ottobre dello scorso anno aveva indossato la maschera di Scream e aveva tentato la rapina al casello di Pontremoli. Aveva imbracciato un fucile con cui ha sparato contro il gabbiotto dove di trovava l’addetto a riscuotere i pedaggi.
Il 38enne Antony Lecchini (difeso dall’avvocato Riccardo Balatri) sarà giudicato con rito abbreviato, il prossimo 5 dicembre in tribunale a Massa. E, sul banco degli imputati ci sarà anche la sua ex compagna, l’assistente capo di polizia Francesca Tassi, 41 anni: è indagata per favoreggiamento e rivelazioni di segreti d’ufficio: è accusata di aver aiutato il compagno, Lecchini per l’appunto, in merito alle indagini. Anche per lei (difesa dall’avvocato Valeria Orlandi) la decisione del rito abbreviato. Ma rito abbreviato, condizionato alla perizia (e quindi al vizio parziale di mente).
la perizia
Era la linea difensiva dell’avvocato della difesa Valeria Orlandi. E il ctu del tribunale, il dottor Del Debbio, ha riconosciuto il vizio parziale di mente in Francesca Tassi. La donna avrebbe acuto la volontà “scemata” e non sarebbe riuscita a porre un freno alle sue azioni, rimanendo in balia degli eventi. Questo il vizio parziale di mente di cui si terrà conto il 5 dicembre prossimo quando davanti al giudice Marta Baldasseroni sarà celebrato il processo con rito abbreviato a carica della donna e del Lecchini. Secondo la tesi della pubblica accusa sostenuta dalla pm Alessandra Conforti, la Tassi avrebbe avvisato l’allora compagno che gli inquirenti stavano indagando su di lui perché era venuta a conoscenza, grazie al suo lavoro, delle attività effettuate dalla sottosezione della polizia stradale di Pontremoli. In particolare gli avrebbe detto che i colleghi stavano per acquisire le immagini riprese dall’impianto di videosorveglianza che si trova nei pressi della sua abitazione.
la vicenda
Antony Lecchini è finito in carcere per una tentata rapina al casello di Pontremoli, sul quale pende anche un’accusa di tentato omicidio perché durante il colpo aveva pure sparato contro il dipendente che era nel gabbiotto a riscuotere i pedaggi.
Oltre alla tentata rapina al casello (fatta usando un fucile semi automatico Beretta a canne mozze), Lecchini, secondo la ricostruzione dell’accusa, ha acquistato un Mercedes Classe B di dubbia provenienza (e alla guida dell’auto si è recato a un distributore di benzina cercando di rubare i soldi che c’erano nella cassa automatica), ha danneggiato e imbrattato con la schiuma di un estintore una pattuglia della polizia locale di Pontremoli e scippato la borsa a una signora che aveva seguito, la signora Rina. Tutto nel giro di una settimana appena.
Insomma tutta una serie di ipotesi di reato per cui anche l’avvocato Balatri aveva chiesto il rito abbreviato. —
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