Il Tirreno

la sentenza 

Prima l’accusa di violenze poi ritratta: lui condannato perché lei è minorenne

Libero Red Dolce
Prima l’accusa di violenze poi ritratta: lui condannato perché lei è minorenne

Una ragazzina di 13 anni, originaria della Versilia aveva accusato il fidanzato della sorella, il reato riqualificato come atti sessuali con minore

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Castelnuovo magra. Prima aveva raccontato una storia. Una brutta storia con protagonista questo ragazzo maggiorenne che la obbligava, lei tredicenne, a rapporti sessuali. Il fidanzato della sorella. Tutto ripetuto di fronte al giudice nell’incidente probatorio. Poi una lettera, dopo la denuncia, inviata a lui in cui chiede scusa e ritratta. «Mi hanno costretta a farla». E la situazione del ragazzo che si fa più leggera tanto che ieri, al tribunale di La Spezia, il reato che da violenza sessuale aggravata dall’essere la vittima una minore di quattordici anni, è stato riqualificato in atti sessuali con minorenne: condanna a un anno e sei mesi e pena sospesa.

Il caso nasce nel 2013, indaga anche il commissariato di Viareggio anche se i fatti sono stati commessi a Castelnuovo. I protagonisti allora hanno 19 anni, lui e 13 lei. Il terzo lato della vicenda è rappresentata dalla sorella della minorenne, fidanzata col ragazzo, e all’epoca 17enne.

La minore, originaria della Versilia, presenta una denuncia pesante. Insieme a lei ci sono i genitori. Mette in fila diversi episodi pesantissimi: un incontro nel camper che finisce con lui che la tiene per le braccia e la costringe a una penetrazione, minacce di lui che le diceva che avrebbe detto tutto ai genitori costringendola ad altri rapporti, altre occasioni in cui la costringeva a infilarsi oggetti nelle parti intime. La ragazzina queste cose non le dice una volta sola ma le ribadisce durante l’incidente probatorio di fronte al gip. E chiaramente si va a processo.

Il colpo di scena arriva dopo l’incidente probatorio. L’avvocato che difende l’imputato, Riccardo Balatri, esibisce una lettera autografa della ragazzina. E il mondo si capovolge. Nel testo lei gli chiede scusa, dice che persone non precisate le hanno fatto pressione per denunciarlo, che lei vive costretta in una roulotte, che non voleva metterlo nei guai. E il testo viene acquisito, è originale. L’uomo è imputato per violenza sessuale aggravata ma la sua posizione si alleggerisce, il gip Mario De Bellis deve tenere conto della veridicità apparsa della lettera. Così ieri arriva la sentenza: non più violenza ma atti sessuali con minore di anni quattordici, che è comunque un reato. E la pena è decisamente inferiore a quella prevista in caso di violenza. —

Libero Red Dolce

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di Redazione web