Il Tirreno

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Nato per organizzare una comunione l’Uliveto è ancora in voga dopo 46 anni

Aldo Antola
Nato per organizzare una comunione l’Uliveto è ancora in voga dopo 46 anni

Massa, il ristorante è decollato grazie alla supercuoca Rosanna Coppa, che tuttora supervisiona il lavoro della cucina

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Massa. Non poteva che chiamarsi “Uliveto”, un ristorante sorto in una zona piena di Olivi già prima dell’arrivo della zona industriale massese e che fin dal dopoguerra era sempre tutto coltivato ad Olivi. Per questo la chiesa al centro si chiama “Degli Oliveti”, cosi come lo stadio di calcio, ”Stadio degli Oliveti” e la via che lo attraversa è Via Oliveti. Ed inizia cosi la storia di questo ristorante all’inizio degli anni Settanta ed ora diretto da Tony Salvatori con la sorella Ada e naturalmente l’ideatrice, la mamma Rosanna Coppa. E con gli arrivi di figli e nipoti siamo arrivati alla terza generazione della direzione con la quarta in campo che però ha ancora tempo per decidere cosa farà. È una bella storia tipica della zona massese (ma anche di tutte le zone del tempo) dove la densità delle abitazioni era cosi scarsa che pochi proprietari possedevano molti terreni. Poi con la prole che spesso superava i cinque figli, tutto si è frazionava, fino alla situazione attuale.. E dunque vediamo la storia e la vita del ristorante Uliveto guidato ora dalla signora Rosanna Coppa e dai figli Tony (classe 63) e Ada Salvatori, cinque anni meno con la moglie di Tony, Donatella Ceccarelli. È proprio Tony che inizia a raccontarci le cose, partendo da come è nata l’idea.

Intanto vediamo la discendenza e l’albero genealogico della famiglia. Il ristorante ha preso vita dopo un inizio “in prova” a seguito di una festa per una comunione in famiglia, da Rosanna Coppa e Duilio Salvatori (classe 1932, scomparso nel 1999), i genitori di Tony e Ada, nei primi anni Settanta. Poi sono arrivati i nipoti di Duilio e Rosanna, che al momento studiano: Giammauro da Ada, 19 anni ingegneria informatica e da Tony e Donatella, Francesco Duilio, 16 anni scuole superiori, e Jessica, 19 ingegneria gestionale. È un bel gruppo di lavoro dove molto si fa in famiglia e proprio anche per questo il ristorante è cresciuto nettamente arrivando da una semplice trattoria alle dimensioni attuali. Ma entra nei dettagli Tony.

«L’idea è nata dalla bisnonna Ada Pinarelli che mentre in famiglia stavano pensando come organizzare la festa di comunione di un nipote, a quei tempi si organizzavano a casa, pensò di fare il banchetto all’aperto, sotto le “frasche” nel terreno dei suoi genitori, di Armando Coppa. Il terreno poi venne diviso fra i cinque figli e nella parte ereditata dal mio nonno - continua Tony - si sviluppò, dopo la prova della comunione, la seconda prova, quella di metter su una trattoria, alla buona, come usava. Da lì l’idea del 1973 partiva ufficialmente. Il grosso del lavoro era sviluppato dalla mamma, mio padre Duilio era carabiniere di servizio a Sestri Levante e dunque aiutava più che poteva, io ero un ragazzo e mi davo da fare nel sostenere la mamma. Poi quando il babbo andò in pensione aumentò il suo contributo fino a diventare totale. All’inizio era un monolocale dove cucinavamo i piatti locali del tempo come i tortelli e altri tipi di pasta, ma anche conigli alla cacciatora, trippa, e salumi tipici del posto. Non sapevamo come chiamare il locale ed alla fine, visto che eravamo circondati da ulivi, venne naturale quel nome. Poi con tempo la nostra cucina venne apprezzata sempre di più, i clienti aumentavano e noi abbiamo aggiunto spazi agli ambienti. Ora abbiamo una sala molto grande con oltre 110 posti ed una all’aperto per il bel tempo e l’estate con circa altri 80 posti. Ma nello stesso tempo abbiamo iniziato con piatti più moderni, diversificazione, per dare più scelta. Siamo passati ai tanti tipi di carne e di pesce, agli antipasti selezionati e con gran scelta. Poi – specifica ancora Tony – nel 1992 abbiamo costruito anche la pizzeria, con un forno moderno, per quel tempo, a legna ed anche qui proponiamo moltissimi tipi di pizza».

Quindi grande merito per l’idea della nonna e dell’impegno della mamma Rosanna che ha iniziato a cucinare.

«Sì, la mamma, come puoi vedere, è ancora al centro della cucina, non si stanca mai ma ora da molti anni ci siamo anche io e mia sorella a sostenerla, ad alleggerirla di molti impegni perché il ristorante è grande e c’è tanto da fare, non solo per la cucina». Dunque adesso, anzi da una ventina di anni, il ristorante è moderno, molto curato e la clientela va sul sicuro. Ma essendo in una zona dove prima era soltanto industriale, i clienti erano per la maggior parte lavoratori locali o quelli in trasferta o tecnici e rappresentanti. Poi l’arrivo del dirimpettaio grande centro commerciale Carrefour con i moderni pasti pronti e veloci sembrava aver creato problemi ma la qualità e la familiarità che dà l’Uliveto ed i ristoranti privati hanno mantenuto e consolidato l’attività.

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Prosegue nel racconto Tony Salvatori: «Come detto prima, ora dirigiamo io e mia sorella Ada con la supervisione della mamma Rosanna. Lo spazio è grande e organizziamo banchetti per matrimoni, comunioni compleanni e altro, inoltre – è sempre Tony che ci aiuta nella ricostruzione visto che mamma e sorella sono impegnate in cucina - abbiamo un grande giardino sul retro, chiuso e con i giochi per i bambini che possono divertirsi in sicurezza». Fra i giovani Giammauro, Francesco Duilio e Jessica ancora impegnati nello studio ci sarà qualcuno della nuova generazione alla guida? «Ma ancora non sappiamo, non credo – dice ancora Tony – perché le scelte scolastiche che hanno fatto sembrano indirizzate altrove, comunque decideranno loro, non si può ancora dire». Un ristorante come il vostro, zona turismo, Versilia, montagne ha portato mai ospiti illustri? «Sì, molti dello spettacolo – termina Tony – fra tanti ricordiamo ultimamente Bobby Solo ma poi Dori Ghezzi, Carlo Conti con Panariello, Sandro Giacobbe, Mughini, Masini poi il grande e simpatico Tullio De Piscopo col quale siamo rimasti amici. Anche lo sport, giocatori di serie A ma mi piace ricordare la Massese del grande Domenico Bertoneri che veniva con i vari Speggiorin, De Ponti, Chiarugi e gli altri». Altri tempi... — A.A. —

Aldo Antola
 

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