Finanza
I sindaci da Poste: «I più deboli non devono essere sacrificati»
La delegazione dei primi cittadini lunigianesi ha incontrato l’Ad della società Investimenti su Postamat, abbattimento barriere, sistemi di videosorveglianza
tresana. A Roma si è svolto l’incontro tra Poste e i piccoli Comuni italiani, a cui ha partecipato anche delegazione della Lunigiana composta dai sindaci Claudio Novoa, Matteo Mastrini, Marco Pinelli e Antonio Maffei, assieme a Matteo Marginesi e Fabrizio Drovandi rappresentanti di Villafranca e Bagnone. Un incontro proficuo, come viene sottolineato da tutti i presenti che consentirà di progredire nei servizi a disposizione degli utenti, con dei benefici per tutta la collettività. Dalla giornata romana è stata sottolineata la volontà di Poste Italiane di investire nei piccoli centri, con un piano che si svilupperà nel medio termine, dando un segno tangibile con lo stop alla chiusura degli uffici postali nelle piccole realtà. «Il problema più sentito, sul territorio, è quello relativo alla distribuzione: si sono ripetuti casi di bollette non consegnate, distacchi e sanzioni, senza che l'utente fosse colpevole – sottolinea Mastrini che per l’occasione ha illustrato una relazione dell’associazione Lunigiana Libera - l'elemento nuovo, rispetto a questo problema, è la possibilità che non sia stata Poste Italiane ad occuparsi della distribuzione. I gestori dell'energia ed altri soggetti privati possono infatti affidarsi ad altre società di distribuzione: in questi casi occorre verificare chi si sia occupato del servizio e possiamo farlo insieme, rivolgendoci all'Ufficio che Poste ha predisposto per i piccoli Comuni». «L'Amministratore delegato di Poste Italiane ha rappresentato una situazione rispetto alla quale non ci sarebbero problemi economici ad investire nei piccoli Comuni. Sta a noi ora presentare le richieste per i nostri uffici postali», ha commentato Mastrini. Sono previsti investimenti che andranno ad aggiungere nuovi Postamat, abbattimento delle barriere architettoniche e nuovi servizi di videosorveglianza, ma non solo: i piccoli Comuni potranno appoggiarsi a Poste Italiane per il servizio di Tesoreria. Allo studio anche le cassette postali smart e quelle periferiche, adatte queste ultime alle piccole frazioni di montagna, non sempre facilmente raggiungibili. Insomma, un approccio nettamente differente rispetto al passato. «È quello che abbiamo sempre chiesto a Poste Italiane – sottolinea Mastrini - se guardiamo ai numeri non saremo mai competitivi: quando questa logica è stata utilizzata per gli altri servizi, a partire dalla sanità, noi abbiamo sempre perso. L'Italia però non è fatta solo di città metropolitane, ma anche di borghi, che costituiscono la nostra identità e che soprattutto in estate si ripopolano. Se vogliamo che la gente torni qui dobbiamo continuare a chiedere investimenti: ieri ci è stata fornita un'idea di paese che condividiamo, nei quali i più deboli non sono sacrificati sull'altare dei bilanci». —
Cristiano Borghini
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