La manifestazione
Cofrancesco chiede il rimpasto di giunta a Massa: basta con i nominati
Il sindaco: io esercito i poteri che mi conferisce la legge E sulle mozioni del Pd si astiene: «Ho sospeso il giudizio»
MASSA. Non sfugge quella astensione. Non alla minoranza - e fin qui sarebbe la naturale dialettica politica - ma neppure alla maggioranza. Tutt’altro. Proprio la maggioranza lo vede bene che il sindaco sulle mozioni ambientali, a firma democratica, decide di astenersi. E lo fa mentre la sua maggioranza, dopo gli interventi dell’assessora all’ambiente Veronica Ravagli, decide di votare contro. Un’astensione che qualcuno legge come “bocciatura”, presa di distanza del sindaco dalla componente della sua giunta, durante una seduta consiliare in cui a puntare il dito contro l’assessora non sono in pochi.
Dalla minoranza, ma pure dalla maggioranza con Antonio Cofrancesco, ormai “sciolto” dall’appartenenza alla lista “Persiani sindaco” che non le manda a dire.. Persiani però la bocciatura non la vede: se lui si è astenuto è perché - per parafrasarlo - ci sono temi complessi per cui vale la pena praticare la sospensione del giudizio: «Sono intervenuto - spiega il primo cittadino - e mi sono astenuto perché credo che il tema sia complesso. Così complesso che non credo spetti ad un consiglio, per quanto valido, esprimersi. La mia è stata una sospensione del giudizio. Si vogliono trattare argomenti complessi, appunto, e tradurli in risoluzioni o mozioni, beh io non mi sento di poter risolvere i problemi del mondo di fronte ai quali mi sento piccolo. Con il consiglio e in consiglio piuttosto voglio confrontarmi sulla gestione della cosa pubblica, anche con risvolti ambientali». Sospensione del giudizio anche se sulla plastica una cosa il sindaco la dice: «Non possiamo dimenticare che il Comune ha un’azienda, l’Evam, che utilizza il Pet».
Non una bocciatura per l’assessora Ravagli, quindi. Ma un’evidenza rimane: i rapporti di forza dentro la giunta sono osservati speciali. Sicuramente su quei rapporti ha puntato gli occhi - ormai è chiarissimo - Antonio Cofrancesco, il “dissidente”. È lui che in consiglio, martedì, dopo aver ripercorso le motivazione che lo hanno indotto a lasciare la lista “Persiani sindaco”, chiede al primo cittadino di spiegare per quale motivo abbia nominato assessori non eletti perchè se per alcune deleghe - e cita il bilancio - servono profili altamente tecnici, Cofrancesco è certo che tra i consiglieri non mancassero le competenze per gestire gli assessorati. Scelte sbagliate- secondo Cofrancesco - e un programma elettorale inapplicato, con tanto «di cittadini inascoltati».
Un quadro che - “il dissidente” ne è certo - dovrebbe indurre il sindaco a riunire «con serenità le forze di maggioranza e a procedere ad un rimpasto di giunta perché quella attuale non soddisfa le esigenze della città». Il sindaco non replica. Non in consiglio, non il giorno dopo: «Ricordo - precisa solo - che anche i due assessori a cui sono state ritirate le deleghe e che Cofrancesco difende non erano eletti. Io esercito i poteri che mi conferisce la legge». —
C.S.
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