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l’azienda verso ka borsa 

Franchi, c’è attesa per la quotazione

Franchi, c’è attesa per la quotazione

È previsto a inizio dell’anno l’approdo a Piazza Affari E il mondo economico è in attesa degli sviluppi

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CARRARA. Il mondo economico segue con attenzione le grandi manovre del gruppo Franchi. Questione di poco. Un paio di mesi ci dovrebbero volere ancora – come abbiamo scritto nell’edizione di ieri – per vedere la azienda Franchi Umberto Marmi quotata in Borsa, proprio come le big. A fare il punto è stato il quotidiano economico Sole 24 ore che parla di «discussioni con il fondo di private equity Peninsula Capital per un ingresso in Franchi Umberto Marmi, uno dei nomi più noti di Carrara, leader in Italia nella lavorazione del marmo e specializzata nel segmento lusso».

Le discussioni sarebbero state, secondo i rumors, in fase avanzata fino ad alcune settimane fa. Ciononostante la Franchi Umberto marmi va dritta per la sua strada maestra che resta la quotazione a Piazza Affari. Restano in corso le discussioni con Consob e Borsa Italiana per uno sbarco nei prossimi mesi. Si attende il via libera al prospetto.

«La quotazione – si legge nel Sole – era prevista, secondo le attese, entro la fine dell’anno, molto probabilmente tra fine novembre e la prima settimana di dicembre, ma potrebbe essere posticipata al prossimo anno nel caso le condizioni dei mercati non venissero ritenute soddisfacenti. I consulenti finanziari al lavoro sono Credit Suisse, Alantra e Emintad».

Il quotidiano economico fa una breve storia dell’azienda di Carrara «che fa capo al 100% alla famiglia Franchi, è stata fondata nel 1971 come realtà fornitrice di marmo, blocchi e lastre, prevalentemente in ambito locale, espandendosi poi sul mercato italiano e quindi su quello internazionale. Nel 2018 il gruppo ha registrato ricavi totali per circa 62 milioni di euro con una crescita del 26 per cento rispetto all’esercizio 2017. L’Ebitda margin a fine 2018 è stato pari al 48 per cento e l’anno si è chiuso con una posizione finanziaria netta positiva per circa 16 milioni».

«Il gruppo toscano punta a crescere e ad aumentare il giro d’affari grazie alle commesse delle grandi conglomerate del lusso– continua l’articolo – i negozi Tiffany e Louis Vuitton, tra gli altri, utilizzano infatti i marmi di Carrara e di recente anche la nuova boutique Richmond nel quartiere Brera a Milano ha utilizzato i prodotti del gruppo italiano».

I prodotti di Franchi Umberto Marmi rappresentano un’espressione del “Made in Italy” scelti negli anni da architetti per la realizzazione di progetti come la “Tower One” del World Trade Center o ancora, per gli interni di alcuni degli appartamenti e hotel di Park Avenue a New York.

«Importante sarà tuttavia convincere gli investitori istituzionali delle potenzialità di crescita del business». si legge nella conclusione dell’articolo uscito sulle pagine del Sole 24 ore.

La quotazione in Borsa del gruppo Franchi, di cui avevamo parlato mesi fa su Il Tirreno, sembra quindi giunta alle sue fasi finali e decisive. Si tratta di attendere l’inizio del 2020. –

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